Rimettiamoci in circolo

Oltre il Covid19: il punto di vista dei protagonisti dell’economia circolare

Come stanno vivendo le realtà dell’economia circolare la fase di emergenza sanitaria e il lockdown? E soprattutto come immaginano il futuro? In che modo un’economia più circolare potrà aiutare a uscire dalla crisi? Abbiamo chiesto ai protagonisti della circular economy in Italia di raccontarci con un breve video la loro visione – e le loro strategie – per la ripartenza, dopo la pandemia.

 

Giancarlo Morandi

presidente di COBAT

“L’economia circolare è un’opportunità per tutta l’Italia: se potrà essere incrementata e sviluppata, non solo porterà più attività a coloro che svolgono riciclo e recupero dei materiali, ma potrà garantire al paese un’economia più sana, realizzare nuovi posti di lavoro, assicurare l’approvvigionamento di tante materie prime che faranno fatica, a causa del Covid19, ad arrivare nel nostro Paese”. 

Alessandra Astolfi

group brand manager Green and Technology division – Italian Exhibition Group (IEG) Expo

“Riprogrammati eventi più a rischio. Stiamo studiando soluzioni nuove che riducano i rischi nei luoghi e nei momenti in cui tante persone si aggregano. Far recuperare la fiducia nell’esperienza fieristica è diventato il nostro obiettivo.
Ecomondo e Key Energy si svolgeranno a Rimini, dal 3 al 6 novembre, con uno spazio ancora maggiore per il Circular Economy Network e tante aziende che rappresentano un modello virtuoso.
L’economia circolare è l’unica risposta equilibrata per una crescita più inclusiva, etica e rispettosa della salute e della felicità dell’uomo”.

Giorgio Arienti

direttore generale Ecodom

Giorgio Arienti è direttore generale di Ecodom, il più grande Consorzio Italiano per il Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici.
Il crollo delle quantità di rifiuti elettrici ed elettronici, ridotte nelle ultime settimane a un quinto di quelle abituali, pone vari interrogativi sulla tenuta della filiera. Le aziende che si occupano di rifiuti elettrici ed elettronici vivono solo se esiste l’economia circolare. Serve una maggiore domanda di materiali riciclati da parte dell’industria, purtroppo ancora debole perchè le aziende fanno fatica a uscire da una visione di breve periodo.