Cosa è l’Economia Circolare?

“Estrai, produci, consuma e riproduci”

Questo è il nuovo modello di economia cui tendere: un’economia circolare che imiti i cicli naturali trasformando gli scarti. In un’economia circolare i prodotti sono progettati per essere riutilizzati, rigenerati e riciclati.

La transizione da una economia lineare a una circular economy richiede un nuovo modello di produzione e consumo capace di rendere più efficiente l’uso delle risorse.

Perché “circolare”

Il mondo moderno ha aumentato il consumo di risorse naturali non energetiche in modo esponenziale, estendendosi a quasi tutta la tavola periodica degli elementi. I trend in atto ne sono una conferma: secondo i dati UNEP, negli ultimi quarant’anni l’uso globale di materiali è quasi triplicato, passando dai 26,7 miliardi di tonnellate del 1970 agli 84,4 miliardi di tonnellate del 2015.

Rispetto all’approvvigionamento di queste materie prime, l’economia industriale europea è in una posizione di forte vulnerabilità, come è stato sottolineato dalla Raw Material Initiative. Questa Iniziativa della Commissione europea nel 2013 ha identificato un elenco di 20 materie prime critiche, strategiche per l’Unione, evidenziando una situazione fortemente a rischio dal punto di vista degli approvvigionamenti, con pochi Paesi che detengono la quasi totalità della produzione nel mondo. L’Italia, secondo Paese manifatturiero dell’UE, è tra i Paesi a maggior rischio a causa della sua forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime: con l’aumento dei prezzi delle risorse e dei costi di trattamento del fine vita questo rischio è destinato a crescere.

Una risposta viene dall’economia circolare – pilastro fondamentale della green economy – che sostituisce il concetto di rifiuto con quello di risorsa, puntando a ridurre il consumo di materie prime e aumentando l’efficienza nell’uso dei materiali. Con lo sviluppo di questo modello economico si arriva a una progressiva eliminazione dei rifiuti attraverso una progettazione innovativa dei materiali e dei prodotti e a una massimizzazione del riutilizzo e del riciclo.

La seconda vita della materia

L’economia circolare è un sistema industriale rigenerativo che copia dalla natura la capacità di trasformare lo scarto di un ciclo produttivo in materia utile a un altro ciclo produttivo (dalla culla alla culla). Sostituisce il concetto di fine vita con quello di ripristino.

Al centro dell’economia circolare ci sono i miglioramenti nella selezione dei materiali e nella progettazione del prodotto (standardizzazione dei componenti e design innovativo per facilitare lo smontaggio) e la costruzione di un modello in grado di tagliare gli input di materia ed energia massimizzando la produttività di quanto è già in circolo nel sistema di produzione e consumo. É un presupposto che comporta benefici consistenti su vari fronti: per le aziende, per chi usa i prodotti, per l’ambiente, per la coesione sociale.

I vantaggi per le imprese sono legati alla riduzione dei rifiuti prodotti; al risparmio sui costi di produzione e gestione dei rifiuti determinato dal riutilizzo dei materiali; alla diminuzione della dipendenza dalle risorse naturali e delle materie prime vergini.

Gli utilizzatori dei prodotti non consumano più un bene ma lo utilizzano riducendo così le esternalità negative, cioè i vari tipi di inquinamento. E infine il peso della produzione sugli ecosistemi viene alleggerito, mentre i posti di lavoro aumentano.

Una nuova strategia

La costruzione di un’economia circolare ha dunque un grande valore strategico sia dal punto di vista ambientale che da quello della competitività economica.

I benefici connessi a una transizione verso l’economia circolare sono maggiori dei costi da sostenere. Secondo la Commissione Europea la costruzione di un’economia circolare può far risparmiare ogni anno tra il 10% e il 17% di risorse primarie, una percentuale che può crescere fino al 24% entro il 2030 con l’introduzione di nuove tecnologie di produzione e riciclo. Ciò potrebbe comportare, secondo uno studio della Ellen Mc Arthur Foundation, un risparmio netto annuo per il sistema manifatturiero europeo fino a 640 miliardi di dollari sul costo di approvvigionamento dei materiali , pari al 20% circa del costo attualmente sostenuto. Dal punto di vista ambientale il raggiungimento degli obiettivi di riciclo indicati dall’Unione Europea consentirebbe una ulteriore riduzione delle emissioni di gas serra, in aggiunta agli obiettivi già prefissati, compresa tra 424 e 617 milioni di tonnellate.

Sulla spinta delle recenti politiche comunitarie in materia di economia circolare, e al tempo stesso per sostenere la competitività sui mercati internazionali, nei prossimi anni anche l’Italia dovrà cambiare profondamente il proprio sistema di produzione e di consumo al fine di convertire l’attuale modello lineare in uno circolare.  Una simile transizione dovrà mirare a migliorare l’uso efficiente delle risorse e ridefinire i processi produttivi, la natura dei beni e servizi, la gestione dei rifiuti, i modelli di consumo e gli stili di vita, ma anche concorrere alla competitività economica e all’inclusione sociale, favorendo l’occupazione, l’equità ed il benessere degli individui.

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