Consorzi Cobat: crescono batterie, RAEE e pneumatici

Aumenta il riciclo per batterie, RAEE e pneumatici

Presentati i bilanci di sostenibilità dei Consorzi Cobat e i piani per aumentare il riciclo che riduce la dipendenza dall’estero

Aumentano le batterie per auto elettriche raccolte, i pannelli fotovoltaici recuperati, gli pneumatici fuori uso riciclati. I Consorzi Cobat hanno presentato a Roma, a Palazzo Grazioli, la seconda edizione dei bilanci di sostenibilità delle tre filiere storiche del sistema: Cobat RIPA per pile e accumulatori, Cobat RAEE per i rifiuti elettrici ed elettronici, Cobat TYRE per gli pneumatici fuori uso. È un sistema nato oltre trent’anni fa per recuperare le batterie al piombo. Oggi presidia cinque filiere, dopo il recente arrivo di tessili e veicoli.
La posta in gioco va oltre la gestione dei rifiuti. L’Italia ricava 4,7 euro di Pil da ogni chilo di risorse consumate, il valore più alto tra le grandi economie europee. Però il 46,6% dei materiali trasformati dalla sua industria arriva da importazioni, più del doppio della media Ue.

Il ruolo strategico delle batterie

Sono dati che pesano perché ogni tonnellata recuperata è materia che non va comprata altrove. Vale soprattutto per le batterie, che secondo David Viva, direttore generale di Cobat RIPA, assumono oggi un ruolo strategico senza precedenti: “Il recupero delle materie prime critiche contenute al loro interno diventa una leva essenziale per la sicurezza degli approvvigionamenti e la competitività industriale del Paese”.

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I numeri lo confermano. Nel 2025 i soci di Cobat RIPA hanno immesso al consumo 231.688 tonnellate di pile e accumulatori, per l’82% destinate all’automotive. Le batterie dei veicoli elettrici sono cresciute dell’87% in un anno. Il consorzio copre il 30% della raccolta nazionale di batterie portatili, mentre quella di accumulatori per auto elettriche e mobilità leggera è salita del 9%.

RAEE: cresce la raccolta dei pannelli fotovoltaici

Cobat RAEE ha visto i propri soci immettere sul mercato oltre 200 mila tonnellate di apparecchiature (+34% dal 2022). Il consorzio ha raccolto quasi 31 mila tonnellate di rifiuti, l’8,2% della raccolta nazionale domestica. Il salto più netto è nel comparto professionale, cresciuto del 264% con il rinnovo degli impianti fotovoltaici. Sui pannelli a fine vita il consorzio ha raggiunto un tasso di recupero della materia dell’89%. Più complicata la partita della raccolta domestica, dove secondo la direttrice generale Valentina Negri “restano ancora forti divari territoriali, che lasciano l’Italia lontana dagli obiettivi europei”.

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Cobat TYRE ha raccolto oltre 42 mila tonnellate di pneumatici fuori uso (+31% rispetto al 2023), superando il target ministeriale sul mercato del ricambio del 10,85%. I volumi intercettati attraverso il circuito ACI sono cresciuti del 58% e la rete logistica del consorzio ha gestito più di 9.400 richieste di ritiro. “Per noi sostenibilità significa trasformare i PFU da rifiuto a risorsa, generando materia prima seconda destinata a nuovi cicli produttivi”, ha spiegato il direttore generale Francesco Massaro.

Dalla responsabilità del produttore al valore condiviso

Alla base del modello dei Consorzi Cobat c’è la responsabilità estesa del produttore: chi mette un bene sul mercato si fa carico anche del suo fine vita. Di come rafforzare il sistema EPR si è discusso nella tavola rotonda organizzata con Globe Italia, con Ispra, la commissione Ambiente della Camera e il ministero dell’Ambiente. “La transizione verso un modello di sviluppo più sostenibile non si misura soltanto nella capacità di gestire correttamente il fine vita dei prodotti, ma nella possibilità di trasformare quella responsabilità in valore condiviso”, ha detto Michele Priori, direttore generale di Consorzi Cobat.

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Foto di Vardan Papikyan su Unsplash