Oltre 60 milioni di euro per le imprese che investono nel recupero dei materiali
L’economia circolare è ormai una priorità strutturale anche nelle politiche industriali regionali. Lo dimostrano le iniziative messe in campo in questi mesi da diverse Regioni per sostenere leimprese che investono nella riduzione degli sprechi e nel recupero dei materiali di scarto. Come segnalato da Repubblica, ci sono complessivamente oltre 60 milioni di euro di contributi a fondo perduto per chi sceglie di riconvertire i propri processi produttivi in chiave circolare. Ecco alcune indicazioni sui bandi in partenza
Lombardia: Ri.Circo.Lo. Filiere Prioritarie (fino a 1,5 milioni a progetto)
Al via dal 6 ottobre, il bando lombardo offre un contributo a fondo perduto fino al 60% per interventi di eco-design e gestione degli scarti in filiere considerate strategiche: gomma, plastica, tessile e recupero dei pannelli fotovoltaici a fine vita. La soglia di accesso è molto più bassa rispetto alla misura toscana: bastano 50.000 euro di investimento, il che la rende accessibile anche a piccole e medie imprese.
Piemonte: efficientamento produttivo ed economia circolare (progetti fino a 3 milioni di euro)
Anche il Piemonte ha rafforzato il proprio sostegno alle imprese che investono in sostenibilità. Il bando regionale “Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese”, sostiene in particolare i progetti di economia circolare, la diversificazione produttiva e il miglioramento della sicurezza sul lavoro. La misura combina finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili, con progetti che possono arrivare fino a 3 milioni di euro di investimento. Possono accedere PMI e imprese mid-cap con sede operativa in Piemonte, con premialità aggiuntive per chi ottiene rating di legalità, certificazione di parità di genere o rating ESG
Toscana: Economia Circolare Privati (15 milioni di euro)
Dal 7 settembre è attivo il bando gestito da Sviluppo Toscana S.p.A., che finanzia con una sovvenzione a fondo perduto fino all’80% dei costi la realizzazione o il potenziamento di impianti tecnologici interni per il trattamento e il recupero di residui e scarti aziendali. L’investimento minimo richiesto è di 200.000 euro, le domande si possono presentare fino al 23 ottobre..
Sud Italia: Investimenti Sostenibili 4.0 (Mimit-Invitalia)
Dal 10 settembre è aperto lo sportello Invitalia per la precompilazione delle domande relative al bando nazionale del Mimit dedicato alle imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise. La misura copre fino al 75% dei costi di progetti di investimento innovativi e orientati alla sostenibilità ambientale, con un punteggio premiale per gli interventi che generano risparmio energetico.
Fotovoltaico ed efficienza energetica
A completare il quadro di settembre ci sono anche misure dedicate più specificamente a fotovoltaico ed efficientamento energetico: in Umbria lo sportello regionale ha aperto il 4 settembre (scadenza 30 settembre), mentre in Piemonte una misura che combina finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, con domande accettate fino al 27 novembre.
Perché questi bandi contano: il contesto italiano
Non è un caso che le Regioni stiano moltiplicando gli incentivi proprio ora. I dati più recenti sull’economia circolare in Italia raccontano un Paese che sta consolidando una posizione di vertice in Europa, ma che deve ancora affrontare alcuni nodi strutturali. Come certificato dal rapporto 2026 del Circular Economy Network, l’Italia resta tra i leader europei per uso circolare della materia. Sul fronte dei rifiuti, oltre l’85% di quelli trattati viene riciclato, un valore nettamente superiore a quello della maggior parte degli altri Stati membri.
Il vero nodo resta la dipendenza dall’estero per le materie prime. È proprio in questo scenario che il rafforzamento delle filiere di recupero, riuso e riciclo — quelle su cui puntano i bandi regionali di questi mesi — diventa una leva di politica industriale, oltre che ambientale: meno dipendenza dall’estero, più resilienza per le imprese di fronte alle crisi delle materie prime.
Foto di micheile henderson su Unsplash




