Raccolte quasi 11 milioni di tonnellate. I dati della Relazione Conai
Nel 2025, il 77,3% degli imballaggi immessi al consumo, una volta esaurita la sua funzione, è stato avviato a riciclo. Parliamo in termini assoluti di 10 milioni e 970 mila tonnellate di materiali derivanti da packaging che possono trasformarsi in preziose materie prime seconde. Se consideriamo la quota di rifiuti da imballaggio destinata ai termovalorizzatori per produrre energia, la percentuale di imballaggi che sono stati avviati a nuova vita arriva all’86%. La parte restante (il 14%) finisce ancora in discarica. Questi dati arrivano dalla relazione Conai che ogni anno documenta l’andamento del sistema nazionale di gestione degli imballaggi e del loro riciclo.
Riciclo imballaggi 2025: i dati per ogni materiale
La relazione Conai illustra i tassi di riciclo per i singoli materiali. Nel 2025 i Comuni italiani hanno avviato a riciclo:
- l’82,2% degli imballaggi in acciaio, equivalenti a più di 442mila tonnellate;
- il 69,5% degli imballaggi in alluminio, pari a 56mila tonnellate;
- il 92,6% delle confezioni in carta e cartone, ossia 4 milioni e 612mila tonnellate;ù
- il 69,7% degli imballaggi in legno, ovvero 2 milioni e 493mila tonnellate;
- il 50,5% del packaging in plastica, con un milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale e oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile recuperate;
- l’82% di pack in vetro, ossia 2 milioni e 155mila tonnellate.
Come ricorda la viceministra all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, Vannia Gava, quello dei consorzi come il Conai è un modello consolidato e vincente che si basa sulla proficua collaborazione tra istituzioni, imprese, cittadini e territori. Un modello nato oltre trent’anni fa e che ha fatto del nostro Paese un’eccellenza nel campo del riciclo e dell’economia circolare. “Investire nel riciclo e nell’economia circolare significa coniugare sostenibilità, competitività e crescita – dichiara la Gava – Il Governo continuerà a sostenere questo percorso, favorendo gli investimenti necessari e il rafforzamento del sistema sul territorio. L’economia circolare rappresenta una grande opportunità per il Paese e un modello che l’Italia può mettere a disposizione dell’Europa”.
Un modello vincente, un sostegno anche per i Comuni
Migliora anche il dato relativo al riuso. Nel 2025 sono stati regolarmente dichiarati al Consorzio quasi un milione e 355 mila tonnellate di imballaggi riutilizzabili. In crescita di 100 mila tonnellate rispetto al 2024, soprattutto grazie alla filiera del legno dove si vanno sempre più affermando circuiti di riparazione e riutilizzo chiusi e aperti (closed e open loop).
I risultati positivi di questo sistema di raccolta e avvio a riciclo sono consentiti anche dalla collaborazione tra Comuni e consorzi. Nel 2025 sono stati più di 7.500 i Comuni che hanno sottoscritto una qualche forma di convenzione con il Conai: la popolazione italiana servita dal sistema consortile è del 98%. Il Conai riconosce alle amministrazioni locali un contributo per supportarle nella raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio. Contributo che nel corso del 2025 ammontava a 892 milioni di euro.
Le prossime sfide: ecodesign e impianti
Nell’ottica di una sempre maggiore spinta alla transizione verso un modello economico circolare serve un impegno congiunto da parte tutti gli attori della filiera. Con le imprese chiamate a fare innovazione sulla progettazione e sui materiali impiegati. E le amministrazioni a realizzare gli impianti necessari. “L’attenzione delle imprese, nei prossimi anni, dovrà concentrarsi sempre più sulla progettazione orientata al riutilizzo e alla riciclabilità, oltre che sull’impiego di materie prime seconde, che è fondamentale spingere per chiudere davvero il cerchio” ricorda il presidente del Conai, Ignazio Capuano, che ha rimarcato quanto sia “essenziale continuare a lavorare per colmare il deficit impiantistico di cui ancora soffrono alcune aree del Paese”.
Da parte sua il Conai “manterrà il suo ruolo di supporto alle imprese, fornendo le competenze tecniche e gli strumenti necessari per adeguarsi anche ai nuovi standard comunitari, e di affiancamento alle pubbliche amministrazioni per promuovere sistemi efficaci ed efficienti di raccolta soprattutto per gli imballaggi domestici, con un’attenzione particolare ai consumi fuori casa”.
Foto di Claudio Schwarz su Unsplash




