Falso monouso: nuove regole per piatti e posate

Falso monouso: nuove regole per piatti e posate


Nuove regole contro il falso monouso: il decreto PNRR introduce criteri tecnici per stoviglie riutilizzabili.

Il governo interviene sul falso monouso e prova a chiudere una delle principali ambiguità nate dopo il bando europeo della plastica usa e getta. Con il nuovo decreto PNRR arrivano criteri tecnici precisi per stabilire quando piatti, posate e cannucce possono essere considerati davvero riutilizzabili.

La misura, contenuta nell’articolo 14-bis della legge 50/2026, punta a fermare la diffusione di prodotti solo formalmente riutilizzabili ma, nei fatti, del tutto simili al monouso. Come riporta Il Sole 24 Ore, la norma introduce parametri oggettivi proprio per arginare il fenomeno del cosiddetto “falso monouso”.

I nuovi parametri

Il provvedimento supera l’autodichiarazione dei produttori e definisce requisiti tecnici vincolanti. Per i piatti in plastica entrano in gioco peso e diametro, mentre per posate, cannucce e agitatori viene fissato un rapporto minimo tra peso e lunghezza pari a 0,5 grammi per centimetro. Solo i prodotti conformi potranno essere venduti come riutilizzabili, perché in grado di garantire più utilizzi effettivi. Le nuove regole si applicheranno dal 21 aprile 2027, con un periodo transitorio per consentire alle imprese di adeguare produzione e listini.

Il nodo del falso riutilizzabile

Il decreto arriva per colmare un vuoto normativo che, negli ultimi anni, ha favorito la diffusione di stoviglie “ibride”: leggermente più robuste, ma spesso utilizzate una sola volta. Una lacuna che ha prodotto un triplice effetto: più plastica in circolazione, consumatori disorientati e aziende sostenibili penalizzate.

Assobioplastiche: “Risultato atteso”

Tra le reazioni, positiva quella di Assobioplastiche. L’associazione, che da tempo denuncia il fenomeno dei cosiddetti pseudo-riutilizzabili, considera il decreto un passaggio decisivo. Secondo quanto riportato da Economiacircolare.com, l’introduzione di criteri chiari rappresenta un risultato importante per ristabilire condizioni di mercato più eque e tutelare le imprese che hanno investito nella transizione ecologica

Legambiente: più chiarezza per i cittadini

Soddisfazione anche da parte di Legambiente, che negli ultimi anni ha documentato il caos informativo legato al falso monouso. Un’indagine dell’associazione ha rilevato che il 38% dei prodotti non indica il numero di lavaggi e solo l’8% fornisce informazioni coerenti su utilizzo e durata Per l’associazione, la nuova normativa è un passo avanti importante per garantire maggiore trasparenza e aiutare i cittadini a fare scelte più consapevoli.

L’impatto ambientale

Il falso monouso ha avuto effetti anche sull’ambiente. Prodotti progettati per durare poco più di un utilizzo finiscono rapidamente tra i rifiuti, contribuendo all’inquinamento da plastica. L’80% dei rifiuti raccolti sulle spiagge italiane è composto da plastica, a conferma di un’emergenza ancora aperta

La stretta normativa rappresenta un passo avanti nella lotta al falso monouso e nel contrasto alle pratiche di greenwashing. Resta però aperta una sfida più ampia: ridurre alla fonte il consumo di plastica e superare definitivamente il modello usa e getta.

Foto di Volodymyr Hryshchenko su Unsplash.