Accordo tra Consiglio e Parlamento Ue sulle nuove norme per la circolarità
Il Consiglio e il Parlamento Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle nuove norme che riguardano la progettazione e la gestione dei veicoli fuori uso. Tra le novità previste c’è innanzitutto un’estensione dell’ambito di applicazione. Gli obblighi di raccolta, depurazione, rimozione obbligatoria di parti riguarderanno non più soltanto autovetture e furgoni commerciali leggeri, ma anche tutti i veicoli pesanti normali (come gli autocarri), oltre ai motocicli e a gran parte dei veicoli per uso speciale (sia piccoli che pesanti). Vengono inoltre definiti degli obiettivi minimi di impiego di plastica riciclata per la produzione dei nuovi mezzi e rafforzato il sistema di responsabilità estesa del produttore. L’adozione formale avverrà dopo le votazioni in Consiglio e Parlamento. Le nuove norme si applicheranno dopo due anni.
Introdotti target obbligatori di contenuti minimi di plastica riciclata
Il regolamento interviene in particolar modo su due direttive: quella del 2000 sui veicoli fuori uso e quella del 2005 sull’omologazione in vista della riciclabilità. Gli obiettivi che si sono posti i colegislatori europei sono quelli di favorire una progettazione più circolare e un corretto smaltimento dei veicoli giunti a fine vita, nonché di aumentare il recupero e l’impiego di materie prime seconde.
A tal proposito, la proposta sulla quale hanno concordato Consiglio ed Europarlamento prevede l’introduzione di obbiettivi obbligatori di contenuto di plastica riciclata nei nuovi veicoli. Due i target previsti: 15% di plastica riciclata entro 6 anni dall’entrata in vigore; 25% entro 10 anni. Almeno il 20% della plastica riciclata dovrà provenire da un riciclo a circuito chiuso, ovvero da materiale recuperato da veicoli fuori uso. Entro un anno dall’entrata in vigore la Commissione dovrà introdurre target di contenuto minimo riciclato per altri materiali quali acciaio, alluminio, magnesio e materie prime critiche.
Rafforzato il sistema EPR
Il regolamento rafforza il principio della responsabilità estesa del produttore. Il produttore dovrà quindi garantire la presa in carico gratuita e la corretta gestione dei veicoli fuori uso. Un meccanismo transfrontaliero farà sì che il produttore sia sempre responsabile, indipendentemente dallo Stato membro in cui il veicolo diventa effettivamente fuori uso. Cinque anni dopo l’entrata in vigore delle nuove norme scatterà anche il divieto di esportazione dei veicoli fuori uso. Un divieto che ha la doppia finalità di prevenire smaltimenti illegali in Paesi extra Ue (con conseguenti problemi di inquinamento) e conservare sul territorio europeo materiali potenzialmente preziosi per l’industria.
Correlato al fenomeno delle esportazioni illegali è quello della “sparizione” dei veicoli dalle strade. L’Ue stima che ogni anno 3,5 milioni di veicoli scompaiano perché oltre a essere esportati vengono demoliti illegalmente. Per arginare questo fenomeno, ed evitare che veicoli fuori uso vengano surrettiziamente venduti all’estero come veicoli usati, il regolamento introduce una serie di parametri per determinare quando un veicolo deve essere considerato un rifiuto. A quel punto, il veicolo deve essere obbligatoriamente preso in carico da un soggetto autorizzato alla gestione del fine vita. L’accordo raggiunto in sede europea stabilisce inoltre un quadro più rigoroso per i trasferimenti di proprietà, sia tra operatori economici che tra privati.
Ogni anno in Europa 6 milioni di veicoli fuori uso
Ogni anno, in Europa circa 6 milioni di veicoli raggiungono il fine vita. La produzione di veicoli è una delle industrie a più alta intensità di risorse. Basti pensare che l’automotive assorbe il 19% della domanda di acciaio (7 milioni di tonnellate all’anno) e il 10% di consumo di materia plastiche (6 milioni di tonnellate all’anno). E copre una quota significativa dei consumi di alluminio, rame, gomma e vetro. Le norme attuali – che non si applicano a veicoli pesanti come autobus e autocarri, né alle motociclette – hanno comunque consentito di aumentare la raccolta dei veicoli fuori uso e di riciclare fino a circa l’85% del materiale che contengono. Si tratta però, in gran parte di rifiuti metallici che vengono frantumati e non sono sufficientemente smistati e valorizzati. Oggi, solo il 19% della plastica dei veicoli fuori uso è riciclato.
Foto di Rémi Jacquaint su Unsplash




