Direttiva rifiuti: l’iniziativa del CEN

Direttiva rifiuti: l’iniziativa del CEN

Lettera al ministero per sollecitare il recepimento

Edo Ronchi, in rappresentanza del Circular Economy Network, ha indirizzato una lettera al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e ad alcuni rappresentanti parlamentari per sollecitare il recepimento della nuova Direttiva rifiuti. Dallo scorso 16 ottobre, infatti, è entrata in vigore la Direttiva 2025/1982, che modifica la precedente Direttiva quadro sui rifiuti del 2008, introducendo obiettivi vincolanti per la riduzione dei rifiuti alimentari e tessili e nuove norme per la loro gestione. Gli Stati Membri sono ora chiamati ad adeguare la propria legislazione entro 20 mesi, ovvero entro il 17 giugno 2027.

La proposta: un emendamento alla legge di delegazione europea 2025

Il Circular Economy Network ritiene che la nuova direttiva rifiuti possa dare impulso alle attività di riciclo e di riutilizzo e quindi propone di avviarne il recepimento da subito, mediante un apposito emendamento alla legge di delegazione europea 2025. Tale atto, annualmente, delega al governo l’emanazione di decreti legislativi per recepire varie direttive e altri atti normativi dell’Unione Europea. La legge di delegazione europea per l’anno 2025 è attualmente all’esame della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati.

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La Direttiva rifiuti è stata anche al centro dello scorso stakeholder forum, riunione tra i promotori e gli aderenti al CEN che si è svolta lo scorso 23 settembre presso il ministero dell’Ambiente. Dal confronto sono emerse proposte e indicazioni che riguardano l’implementazione delle nuove norme, in particolare sul tema dei rifiuti tessili e degli scarti alimentari.

EPR tessili: assicurare gli investimenti per realizzare gli impianti

Per quanto riguarda i rifiuti tessili, la più importante novità prevista dalla nuova Direttiva rifiuti riguarda l’introduzione di regimi armonizzati di responsabilità estesa del produttore. L’Italia ha da tempo previsto l’obbligo della raccolta differenziata dei rifiuti tessili, esperienza che ha consentito di individuare gli aspetti da tenere in considerare nella fase di elaborazione di un regime EPR in questo settore. Le criticità emerse nel corso del forum riguardano, tra gli altri aspetti: la non remunerabilità del riciclaggio dei rifiuti tessili; l’ indisponibilità di impianti specializzati per tutte le frazioni merceologiche presenti nei rifiuti tessili; l’insufficiente qualità della raccolta differenziata (RD).

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Il regime di responsabilità estesa del produttore, ne sono convinti gli aderenti al nostro network, deve essere strutturato in modo da assicurare gli investimenti necessari a garantire la realizzazione di impianti specializzati, capaci di trattare le diverse frazioni merceologiche presenti nei rifiuti tessili ed economicamente sostenibili. È inoltre necessaria una pianificazione di impianti distribuiti per bacini territoriali capaci di offrire un approvvigionamento in grado di rendere remunerativo l’investimento. A tal fine, il CEN chiede di aggiornare il Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti.

Un EPR anche per l’industria alimentare

Per quanto riguarda gli scarti alimentari, dalla discussione è emerso che sarebbe opportuno introdurre un regime EPR anche per il settore dell’industria e della distribuzione alimentare. Ciò permetterebbe di ridurre i costi in capo ai Comuni per la raccolta della frazione organica e ai compostatori per il relativo trattamento. Un’altra misura auspicabile è quella di definire livelli di qualità operativa degli impianti di trattamento della frazione organica. In questo modo si stimolerebbe una produzione più efficiente di ammendanti di più alta qualità.

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Nella sezione documenti del nostro sito il resoconto integrale dello Stakeholder Forum che si è svolto presso il MASE lo scorso 23 settembre.

Foto di Guillaume Périgois su Unsplash