Ancora troppi rifiuti riciclabili finiscono nell’indifferenziata

Ancora troppi rifiuti riciclabili finiscono nell’indifferenziata

I dati Erion-Ipsos su raccolta differenziata e comportamenti dei cittadini

La raccolta differenziata in Italia continua, fortunatamente, a crescere. Ma si registrano ancora conferimenti errati, in particolare per determinate categorie di rifiuti. Le cause? Errate abitudini difficili da correggere, poca informazione, un sistema di raccolta – quello basato sulle isole ecologiche – che non sempre incentiva i comportamenti più virtuosi. E così il 70% di chi getta rifiuti differenziabili nel sacco dell’indifferenziata dichiara di farlo perché “crede sia giusto”. Gli errori più comuni si verificano con i rifiuti tessili (stracci 41%, scarpe 27% e borse 23%), i piccoli RAEE (spazzolino elettrico 21%, caricabatterie 13%) e i rifiuti di imballaggi (12%). Va meglio invece per un’altra categoria di rifiuti che ancora fa sorgere qualche dubbio, le batterie esauste: i conferimenti scorretti si fermano all’8%.

Troppi materiali riciclabili nei rifiuti indifferenziati

Questi dati emergono da un’indagine realizzata per il sistema consortile Erion da Ipsos Doxa Italia, sugli impatti della comunicazione sui comportamenti dei cittadini in materia di raccolta differenziata e da uno studio Erion su quali materiali riciclabili finiscano nei rifiuti urbani indifferenziati. I risultati delle due rilevazioni ci consegnano una fotografia in chiaroscuro. Mentre su alcuni temi sembra esserci un senso comune consolidato c’è ancora una distanza tra conoscenza e azione che potrebbe essere colmata da una comunicazione più mirata e da un sistema di raccolta più capillare, pensato per essere più comodo per la cittadinanza.

LEGGI ANCHE  Gestione RAEE: Erion supera le 289.000 tonnellate nel 2025

I numeri, infatti, ci dicono che la stragrande maggioranza degli italiani è consapevole degli obblighi di raccolta differenziata: il 92% per le batterie esauste, l’86% per i RAEE, il 77% per i rifiuti di imballaggi, il 71% per i rifiuti tessili. Ciononostante, i conferimenti errati sono ancora la “normalità”. E così ogni anno in Italia vengono gettate nell’indifferenziata ancora 0,12 kg/ab di pile esauste (rispetto ai 0,06 kg/ab raccolti dal canale ufficiale), 1,98 kg/ab di piccoli RAEE (contro 1,34 kg/ab) e 17 kg/ab di rifiuti tessili (rispetto ai 2,74 kg/ab). Sono numeri apparentemente “innocui” ma che in realtà si traducono in minori risorse e materie prime, anche strategiche, recuperate, e più rifiuti in discarica.

La proposta: un sistema di raccolta più capillare

Come intervenire? Una possibile via è quella di esplorare soluzioni di conferimento più semplici e vicine, affinché la raccolta differenziata possa avvenire lungo i percorsi di vita quotidiana. E allora per i RAEE, il 40% degli intervistati apprezza il ritiro “uno contro zero”, ovvero la possibilità di poterli lasciare nei negozi senza obbligo di acquisto di un’apparecchiatura equivalente. Per le batterie esauste meglio i contenitori nei supermercati (49%); per il tessile, i luoghi dello shopping sono più graditi, come i centri commerciali (30%), i supermercati (26%) e i negozi (26%).

LEGGI ANCHE  Nel 2025 raccolta Raee in crescita del 2,4%

L’isola ecologica resta utile per gli ingombranti e i conferimenti programmati, ma per i piccoli rifiuti mostra limiti pratici. In altre parole, non vale la pena sobbarcarsi il viaggio verso strutture che il più delle volte sono lontane (tempo medio di percorrenza di 13 minuti) per piccoli rifiuti. Peraltro il 49% degli intervistati vorrebbe per le isole ecologiche orari più estesi. Più in generale, quasi un italiano su due preferirebbe una soluzione intermedia tra struttura fissa e iper-prossimità, come ad esempio la raccolta itinerante a cadenza quindicinale.

Maggiore consapevolezza da chi è esposto a campagne di comunicazione

C’è da aggiungere inoltre che chi è stato esposto a campagne di sensibilizzazione mostra una maggiore conoscenza dei comportamenti corretti (+8% per RAEE e +7% per i rifiuti tessili), nonché una riduzione degli errori di conferimento (-4%, per esempio per spazzolino elettrico, stracci), miglioramenti nella mentalità con disponibilità al sacrificio personale (+5%), maggiore severità verso comportamenti scorretti (+4%).

I risultati dei due studi sono stati illustrati durante un evento organizzato da Erion a Roma in occasione dell’International E-Waste Day (il 14 ottobre). I dati “ci mostrano che il cittadino è un alleato che chiede condizioni abilitanti per fare una corretta raccolta differenziata”, ha sottolineato Andrea Fluttero, presidente Erion Compliance Organization. “È necessario aumentare la conoscenza operativa e ridurre la sfiducia del cittadino nel sistema, oltre a sviluppare tecnologie e soluzioni di mercato per gestire nel modo migliore le sfide della circolarità. Servono infrastrutture vicine e visibili, campagne mirate e ripetute che chiudano sempre con indicazioni concrete. La comunicazione non si limita a informare: abilita il gesto corretto, riduce gli errori e rafforza il senso civico”.

LEGGI ANCHE  I nuovi presidenti di Biorepack e Erion Energy

Image by -Rita-👩‍🍳 und 📷 mit ❤ from Pixabay