Orsini: “Diamo un prezzo al carbonio per favorire il riciclo”

Orsini: “Diamo un prezzo al carbonio per favorire il riciclo”

Il parere del Circular Economy Network sulla Reuters, in un approfondimento sul modello di economia circolare che va sostenuto

Sebbene l’Italia abbia uno dei tassi di riciclo più alti in Europa, le aziende hanno bisogno di una legislazione innovativa che le aiuti a “trovare un mercato per materie prime secondarie che possano essere più convenienti rispetto alle materie prime o vergini”. Così Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile di cui il Circular Economy Network è parte, intervistato da Reuters per il white paper sull’economia circolare europea.

Orsini ha sottolineato il principale ostacolo che rallenta l’affermazione di un maturo mercato per le materie prime seconde. Ovvero il costo delle materie prime vergini. Un costo ancora molto competitivo perché non ingloba il prezzo delle esternalità negative.
L’Italia ricicla oltre il 55% dei suoi imballaggi in plastica, ha ricordato a Reuters, ma se la plastica riciclata costa più di quella vergine “sarà molto difficile trovare un mercato”. Un modo per incentivare il mercato è quello di attribuire un prezzo al carbonio risparmiato dal riciclo, seguendo il sistema dei mercati del carbonio; questo eviterebbe la forma di dumping ambientale prodotta dal mancato conteggio dei costi ecologici.

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Le aziende impegnate nel riciclo e nel settore delle materie prime seconde aspettano di capire come potrà incidere il Circular Economy Act che dovrebbe vedere la luce il prossimo anno. Sarà in grado di contribuire a reindirizzare il mercato, favorendo la domanda di materie prime seconde? Nell’approfondimento della Reuters si sottolinea come molte aziende stiano chiedendo alla Commissione europea di intervenire in questo senso perché desiderose di passare a un’economia circolare per risparmiare denaro e limitare gli impatti negativi dell’attuale modello lineare di produzione. Servono cambiamenti fiscali e incentivi finanziari. Incentivi che invece vanno, ancora copiosi, ai combustibili fossili. Si stima il 7% del Pil globale. E aiutare il petrolio significa di fatto aiutare la produzione di plastica vergine. Uno squilibrio evidente che mina la sostenibilità economica dei modelli circolari.

Il white paper della Reuters intitolato Europe moves to make circular economy a reality può essere scaricato qui

Foto di Declan Sun su Unsplash