E quindi non sanno come disfarsene. I dati dell’Osservatorio RAEE promosso da Erion
I dati che emergono dalla settima rilevazione dell’Osservatorio RAEE segnano un trend positivo ma con una importante criticità. L’Osservatorio, promosso da Ipsos e Erion WEEE, si pone l’obiettivo di testare il livello di conoscenza degli italiani rispetto ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Cosa sono? Come disfarsene? A chi rivolgersi per un corretto smaltimento? Ebbene, dal 2022, anno del primo sondaggio, ad oggi la situazione sta progressivamente migliorando. Oggi il 58% della popolazione si dichiara a conoscenza dell’acronimo. Più significativo ancora il risultato sulla comprensione del significato di RAEE, che appare chiare al 45% degli intervistati, il 5% in più del 2024. A dimostrazione che le campagne di comunicazione stanno sedimentando una conoscenza più profonda del tema.
La migliore conoscenza si traduce poi in comportamenti conseguenti. E così i conferimenti scorretti di RAEE nella plastica o nell’indifferenziata scendono al livello più basso mai registrato: il 10%. Spazzolini elettrici, giocattoli elettrici e smartwatch sono gli oggetti che creano maggiori dubbi e quindi a fine vita finiscono spesso nella plastica (più di un quarto degli spazzolini elettrici verrebbe così erroneamente smaltito). L’80% del campione è consapevole dei rischi ambientali di uno scorretto smaltimento. E ben il 51% conosce il servizio “1 contro 0”, ovvero la possibilità di conferire presso negozi di elettronica ed elettrodomestici piccoli device (fino a 25 cm di lunghezza) senza l’obbligo di acquistarne uno nuovo.
Ma la vera, e per certi aspetti più preoccupante, nota dolente evidenziata dal monitoraggio dell’Osservatorio RAEE riguarda i giovani. Solo il 40% degli individui tra i 18 e i 26 anni conosce l’acronimo, 18 punti in meno della media sul totale del campione. Stesso divario si registra sulla conoscenza della definizione, che si ferma al 27% (contro il 45%). Di conseguenza anche nei comportamenti i giovani mostrano maggiori difficoltà, con il 16% che ancora conferisce scorrettamente i RAEE (contro il 10% nazionale).
I RAEE sono una risorsa fondamentale per l’economia circolare. Il loro riciclo, che è reso possibile da una raccolta differenziata di qualità, ci può dare accesso a una miniera di materie prime critiche essenziali per la doppia transizione, ecologica e digitale. L’Europa ha stabilito che entro il 2030, il 25% di materie prime critiche necessarie alla nostra produzione deve arrivare a riciclo. La consapevolezza di questa risorsa strategica non è ancora senso comune. Circa il 48% degli italiani riconosce la presenza di materie prime recuperabili nei dispositivi giunti a fine vita. E ancora sono molto diffusi comportamenti che alimentano flussi non tracciati. Più di un cittadino su quattro ha fatto ricorso a svuota cantine non autorizzati nell’ultimo anno mentre il 29% degli intervistati è stato avvicinato da soggetti non autorizzati presso i centri di raccolta.
I risultati della settima rilevazione dell’Osservatorio RAEE sono “estremamente incoraggianti e confermano l’efficacia delle strategie di comunicazione del Consorzio”, ha dichiarato Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE. “Gli italiani stanno diventando sempre più consapevoli dell’importanza di una corretta gestione di questi rifiuti. Particolarmente positivi i risultati del Centro e Sud Italia, che testimoniano come azioni mirate possano portare a risultati concreti. Tuttavia, la stagnazione registrata tra i giovani ci impone una riflessione urgente. È fondamentale intercettare gli adulti di domani sui loro canali preferiti e con linguaggi a loro familiari, perché senza il loro coinvolgimento attivo rischiamo di non raggiungere l’obiettivo di una sostenibilità ambientale, economica e sociale”.
Erion WEEE è il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche. Attualmente rappresenta oltre 1.600 aziende e ne garantisce l’impegno verso l’ambiente, l’economia circolare, la ricerca e l’innovazione tecnologica.




