Ridimensionato l’obbligo di utilizzo di plastiche riciclate
I governi degli Stati membri hanno definito una posizione comune sul nuovo regolamento per i veicoli a fine vita. Il regolamento punta a promuovere una progettazione dei veicoli che ne favorisca il riuso e il riciclo dei materiali. Il Consiglio Ue ha rivisto la proposta dell’esecutivo Ue, intervenendo sui target delle percentuali minime di materiali riciclati da utilizzare per la produzione di nuovi mezzi. Una volta definita la posizione dell’Europarlamento si potrà aprire la decisiva fase negoziale. Il nuovo regolamento per i veicoli a fine vita dovrebbe vedere la luce nel 2026.
Il Consiglio chiede di estendere l’ambito di applicazione del nuovo regolamento anche a mezzi pesanti, mezzi a due e tre ruote, quadricicli. Al pari di auto e furgoni, questi veicoli dovranno essere progettati in modo da consentire la rimozione delle singole parti. I produttori dovrebbero, inoltre, definire una strategia di circolarità ed etichettare i singoli componenti al fine di migliorare smaltimento, riciclo e recupero di materiali. Il Consiglio propone di estendere il regolamento anche ad alcuni veicoli a motore destinati a funzioni particolari come ambulanze e camion utilizzati dai vigili del fuoco. Il regolamento così rivisto prevede anche una documentazione specifica (con deroghe ed eccezioni) nelle compravendite di veicoli usati per certificare che non si tratti di veicoli a fine vita.
Nella proposta del Consiglio, il contenuto minimo di plastica riciclata dovrà progressivamente aumentare, secondo tre step:
- 15% entro 6 anni dall’entrata in vigore del regolamento;
- 20% entro 8 anni dall’entrata in vigore del regolamento;
- 25% entro 10 anni dall’entrata in vigore del regolamento.
Ricordiamo che la proposta iniziale della Commissione prevedeva il raggiungimento del target del 25% già entro i 6 anni dall’entrata in vigore. Prevista la possibilità, da parte della Commissione, di introdurre target per altri materiali: acciaio e alluminio riciclati e materie prime critiche.
Per ciò che concerne il sistema di responsabilità estesa del produttore (Epr), ovvero obblighi e costi a carico dei produttori concernenti tutto il ciclo di vita, la posizione del Consiglio va nell’ottica di una maggiore flessibilità. A beneficio, si spiega nella nota stampa, delle regioni più periferiche e per non entrare in contrasto con legislazioni preesistenti. A carico del produttore sono i costi di trasporto dal punto di raccolta dei veicoli a fine vita all’impianto di disassemblaggio e trattamento. In proporzione alla loro quota di mercato, i produttori dovranno sostenere questi costi anche per veicoli di produttori sconosciuti o, ormai, inesistenti. Per veicoli prodotti da aziende di Paesi terzi, i costi sono a carico di chi li importa nel mercato europeo. Per camion e motociclette, il contributo Epr deve coprire i costi di tutta la filiera di trattamento del fine vita e non solo raccolta e smaltimento.
Il nuovo regolamento sui veicoli a fine vita interviene in particolar modo su due direttive molto datate: quella del 2000 sui veicoli fuori uso e quella del 2005 sull’omologazione in vista della riciclabilità. Ogni anno, in Europa circa 6 milioni di veicoli raggiungono il fine vita. La produzione di veicoli è una delle industrie a più alta intensità di risorse. Basti pensare che l’automotive assorbe il 19% della domanda di acciaio (7 milioni di tonnellate all’anno) e il 10% di consumo di materia plastiche (6 milioni di tonnellate all’anno). E copre una quota significativa dei consumi di alluminio, rame, gomma e vetro.
Stando alle proiezioni della Commissione, entro il 2035 il nuovo regolamento per i veicoli a fine vita, dovrebbe comportare:
- 3,8 milioni in più di veicoli correttamente smaltiti e reciclati;
- una riduzione delle emissioni annuali di 12,8 milioni di tonnellate, per un risparmio di 2,9 miliardi;
- il riciclo di 5, 4 milioni di tonnellate di materiali e in particolare di 350 tonnellate di materie prime critiche.
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