Arriva sempre prima il giorno in cui il nostro Paese finisce di consumare le risorse che la Terra riesce a rigenerare in dodici mesi
L’Italia ha finito le risorse: dal 6 maggio viviamo in debito con il futuro
Ogni anno arriva puntuale, ma sempre troppo presto. È l’Overshoot Day, il giorno in cui un Paese finisce di consumare le risorse naturali che la Terra riesce a rigenerare in dodici mesi. Per l’Italia, questa data è caduta il 6 maggio 2025. Da qui in avanti, tutto ciò che useremo — acqua, legno, suolo fertile, aria pulita — sarà un anticipo sul futuro. In pratica, siamo andati in rosso nel nostro conto corrente ambientale.
A stilare questo bilancio è il Global Footprint Network, che ogni anno calcola il giorno esatto in cui la domanda di risorse supera la capacità della natura di rinnovarle. Un indice che mostra quanto il nostro stile di vita sia lontano dall’equilibrio. L’Italia consuma come se avesse a disposizione 2,7 pianeti. E invece ne abbiamo uno solo.
Consumare più risorse di quante la Terra riesca a rigenerare significa sovrasfruttare gli ecosistemi. Le foreste vengono tagliate più velocemente di quanto ricrescano, le falde acquifere si prosciugano, il suolo si impoverisce, la biodiversità si assottiglia. E, inevitabilmente, aumentano le emissioni climalteranti. È un circolo vizioso che ci rende più vulnerabili anche economicamente, con costi sociali crescenti per far fronte a eventi estremi, crisi agricole, siccità e migrazioni forzate.
Non è la prima volta che l’Italia si trova in questa situazione: l’Overshoot Day nazionale si presenta ogni anno con qualche giorno d’anticipo. Nel 2024, ad esempio, era arrivato l’8 maggio. Ma nonostante gli allarmi degli scienziati e i dati sempre più precisi, l’impressione è che il problema resti in secondo piano nel dibattito pubblico e nelle agende politiche. Eppure, la sostenibilità non è un lusso, è una necessità.
Invertire la rotta è ancora possibile, ma richiede una trasformazione profonda. Le istituzioni devono promuovere un’economia più circolare, puntare su energie rinnovabili, rafforzare il trasporto pubblico e ripensare l’agricoltura. Ma anche i cittadini possono incidere: ridurre gli sprechi alimentari, mangiare meno carne, scegliere prodotti locali e stagionali, muoversi in modo più sostenibile.
Secondo il Global Footprint Network, spostare l’Overshoot Day globale di appena cinque giorni ogni anno significherebbe tornare in equilibrio entro il 2050. È una sfida enorme, ma anche una strada concreta. E, soprattutto, l’unica percorribile.




