Bioeconomia: Bruxelles punta su innovazione e sostenibilità

Bioeconomia: Bruxelles punta su innovazione e sostenibilità

La bioeconomia rappresenta il 5% del Pil europeo e l’8,2% dell’occupazione.

Con un valore aggiunto di 728 miliardi di euro e 17,2 milioni di posti di lavoro nel 2021, la bioeconomia rappresenta il 5% del Pil europeo e l’8,2% dell’occupazione. Numeri imponenti, evidenziati nel documento della Commissione Europea “Towards a Circular, Regenerative and Competitive Bioeconomy” (Call for Evidence, marzo 2025), che tuttavia non nascondono alcune criticità. La produttività stagnante e la concorrenza crescente da parte di Stati Uniti, Cina e India rischiano di mettere in crisi la leadership europea in un settore considerato cruciale per la transizione verde.

Entro il 2025 la nuova strategia Ue sulla bioeconomia

Per questo la Commissione ha annunciato una nuova strategia da adottare entro fine 2025, volta a costruire una bioeconomia circolare, rigenerativa e competitiva. Il piano mira a potenziare l’innovazione, promuovere l’uso efficiente delle risorse biologiche, garantire una fornitura sostenibile di biomassa e posizionare l’UE nei mercati internazionali emergenti, dal biotech ai materiali bio-based.

LEGGI ANCHE  Sostenibilità e mercato unico: le consultazioni Ue

Tra le priorità evidenziate nel documento spiccano l’aumento della competitività attraverso la commercializzazione di nuove soluzioni biotecnologiche, il supporto ai produttori primari, la promozione di filiere più circolari e l’internazionalizzazione della bioeconomia europea attraverso una “diplomazia verde”. Particolare attenzione sarà data anche alla creazione di condizioni favorevoli per le startup e le PMI, oggi penalizzate da barriere regolatorie, frammentazione del mercato interno e difficoltà di accesso ai capitali.

Investimenti pari a 2,4 miliardi di euro

I numeri testimoniano la necessità di un’accelerazione: se la Bio-based Industries Joint Undertaking (2014-2020) e il Circular Biobased Europe Partnership (2021-2031) hanno mobilitato investimenti privati per 2,4 miliardi di euro, supportati da 871 milioni di fondi pubblici, questi importi risultano ancora modesti rispetto agli sforzi di altri paesi extra-UE.

La nuova strategia sarà allineata ad altri dossier strategici europei come il Clean Industrial Deal, il Competitiveness Compass, la Vision for Agriculture and Food, la strategia sulle scienze della vita e l’Industrial Decarbonisation Accelerator Act. L’obiettivo non è solo ambientale, ma anche socio-economico: favorire lo sviluppo di aree rurali e costiere, creare nuova occupazione verde, ridurre la dipendenza da combustibili fossili, e al contempo rafforzare la resilienza economica dell’Europa.

LEGGI ANCHE  Bioeconomia europea, serve sostegno Ue

Il monitoraggio dell’implementazione sarà garantito dal Bioeconomy Monitoring System e dal Centro di Conoscenza sulla Bioeconomia, con una revisione prevista tra quattro e sei anni dall’adozione della strategia. Secondo la Commissione, è cruciale “liberare il pieno potenziale della bioeconomia” per vincere la sfida globale della competitività sostenibile, integrando innovazione, tutela ambientale e coesione territoriale in un nuovo modello di sviluppo per l’Europa del futuro.