Riciclo: Italia ancora leader in Europa

Riciclo: Italia ancora leader in Europa

Migliora anche il tasso di utilizzo di materie prime seconde. I dati del rapporto “Il Riciclo in Italia 2024”.

Nel 2022, l’85,6% dei rifiuti – urbani e speciali compresi gli inerti – prodotti in Italia sono stati avviati a riciclo. Si tratta, in numeri assoluti, di 137 milioni di tonnellate di rifiuti avviati a una nuova vita. Una percentuale che pone, nuovamente, l’Italia al primo posto in Europa dove la media si ferma poco sotto il 41%. Il dato è raccolto nel rapporto “Il Riciclo in Italia 2024”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e presentato il 13 dicembre a Milano.

Tasso di utilizzo circolare di materia oltre il 20%

L’Italia è leader anche per ciò che concerne il tasso di utilizzo circolare di materia. La domanda di materiali necessari alla produzione industriale è coperta per il 20,8% da materie prime seconde derivanti dal riciclo dei rifiuti (dato relativo al 2023). Quasi il doppio della media europea dell’11,8% e molto meglio dei principali competitor continentali: Spagna all’8,5%, Germania al 13,9% e Francia al 17,6%.

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Buone notizie anche dal riciclo degli imballaggi. Il dato 2023 fa registrare un miglioramento del 4,2% rispetto ai dodici mesi precedenti, arrivando così al 75,3%, per un totale di 10,5 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio riciclati. L’Italia ha così già ampiamente superato i target UE del 2025 e del 2030, rispettivamente il 65 e il 70%. Meno bene, invece, il riciclo dei rifiuti urbani, in particolar modo applicando il nuovo metodo di calcolo europeo: nel 2022 il 49,2%. Stando ai vincoli europei, dovremmo raggiungere il 55% l’anno prossimo, per poi aumentare fino al 65% del 2035.

Ronchi: “Serve un mercato stabile per le materie prime seconde”

“Per aumentare la circolarità e i tassi di riciclo è fondamentale assicurare stabilità, volumi adeguati di domanda e prezzi remunerativi per le MPS generate dal riciclo”, ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. “Per questo assume rilevanza strategica la nuova proposta annunciata dalla Commissaria Von der Leyen di una nuova legge europea sull’economia circolare, che contribuirà a rafforzare la domanda di mercato per materiali secondari. Ma, oltre alle misure europee, servirebbero anche iniziative nazionali per aumentare la domanda interna di materiali provenienti dal riciclo”.

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Nel Rapporto “Il Riciclo in Italia 2024” vengono illustrati nel dettaglio i dati di 19 filiere. Queste quelle che al momento superano i target europei: carta e cartone, acciaio, vetro, alluminio, legno, bioplastiche. La plastica fa registrare un lieve incremento (+1,4%) delle quantità a riciclo effettivo, superando il 48% di riciclo degli imballaggi immessi al consumo a fronte di un target Ue al 2025 del 50%. Ancora molto male i RAEE: la raccolta infatti si attesta al 30%, molto lontano dal target europeo del 65% in vigore dal 2019.

Male la raccolta dei rifiuti tessili

Grande attenzione va posta inoltre sui rifiuti tessili. In Italia, dal 2022, vige l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili (il prossimo anno sarà implementato anche a livello europeo). Ciononostante, la raccolta è ferma a 160.000 tonnellate, circa il 16% dei rifiuti tessili prodotti. Un dato molto basso sia a causa della carenza di impianti di riciclo, sia perché si è in attesa dell’istituzione dei sistemi (consorzi o simili) per l’esercizio della responsabilità estesa dei produttori, quindi del loro supporto finanziario e organizzativo alle raccolte e all’avvio. Il Rapporto completo, la sintesi in italiano e inglese sono disponibili sulla nuova piattaforma RicicloinItalia.it

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La Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo è promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Conai e Pianeta2030, il mensile del Corriere della Sera dedicato alle tematiche ambientali, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dell’Ispra e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.