Circular Monday contro lo spreco del Black Friday

Il 25 novembre ottava edizione del Circular Monday, il lunedì dedicato al consumo circolare e sostenibile

Col senno di poi, già la più probabile origine del nome avrebbe dovuto dirci qualcosa. Sembrerebbe, infatti, che il Black Friday fosse un‘espressione usata dalla polizia di Philadelphia: un “venerdì nero” di traffico impazzito nel giorno di inizio della stagione dei saldi in vista degli acquisti natalizi. Oggi si è trasformata in una settimana di consumo “matto e disperatissimo” su scala globale, di cui uno degli effetti collaterali (non l’unico) è l’aumento di emissioni causate dai furgoncini che consegnano i pacchi acquistati on line. Insomma, il devastante impatto ambientale dell’acquisto in un click è ormai noto. Otto anni fa, in Svezia, è nato il movimento del Circular Monday che, nel lunedì antecedente il Black Friday, propone una riflessione sul costo ambientale del consumismo sfrenato e invita cittadini e consumatori a fare la loro parte per accelerare la transizione verso un’economia circolare. Quest’anno si celebra lunedì 25 novembre.

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Circular Monday per promuovere l’accesso a beni e servizi circolari e sostenibili

Il Circular Monday, al quale aderisce anche il Circular Economy Network, punta a essere un movimento globale per promuovere un’attitudine critica al consumo e facilitare l’accesso a beni e servizi circolari e sostenibili. Oltre 1.300 aziende, organizzazioni e influencer di più di 40 Paesi parteciperanno all’evento, che si prospetta come il più grande di sempre. La campagna ha superato i 74 milioni di persone raggiunte sui social media, dimostrando il suo crescente impatto a livello globale.
“Dobbiamo smettere di acquistare cose di cui non abbiamo bisogno e passare a un’economia circolare”, ha affermato Alexandra Davidsson, co-fondatrice del Circular Monday. “Il Black Friday incarna abitudini di consumo superate, che dovremmo lasciarci alle spalle per abbracciare alternative circolari e sostenibili come il Circular Monday”.

Aumentano mercato dell’usato e investimenti in circolarità

Fortunatamente, c’è qualche segnale positivo che va nella direzione auspicata dalla Davidsson. Nel 2024, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha incrementato i fondi per progetti mirati a promuovere il riuso, il riciclo e la riduzione dei rifiuti, allineandosi così agli obiettivi del Circular Monday. Il second-hand inoltre continua a crescere. Solo in Europa, la moda di seconda mano dovrebbe arrivare a un fatturato di 35 miliardi di euro.

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Il Circular Monday rende più semplice per i consumatori trovare queste alternative e aderire alle iniziative di aziende, organizzazioni e influencers che sostengono la causa e offrono prodotti e servizi circolari. Dalla sua espansione globale nel 2019, il Circular Monday è stato accolto positivamente in 40 Paesi a livello mondiale, dall’Italia agli Stati Uniti. “In Italia, un consumatore su due acquista già articoli di seconda mano e il consumo responsabile è destinato a crescere ancora”, afferma Simone Grasso, portavoce italiano del Circular Monday.

Inoltre si comincia a fare strada un uso mirato di una quota dei proventi ricavati dalle vendite del Black Friday. NaturaSì ha lanciato l’iniziativa “Spesa consapevole”. Il 3% degli acquisti effettuati il 29 novembre presso i negozi della rete di distribuzione bio verrà destinato al sostegno delle aziende agricole, della fertilità del suolo e della biodiversità. Tra le 9 aziende che saranno finanziate grazie alla “Spesa consapevole” c’è la Fattoria di Vaira, in Molise, che metterà a dimora centinaia di piante arboree autoctone per creare barriere frangivento vive proteggendo i terreni dall’erosione.

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