Per l’E-waste Day inaugurata a Roma la mostra Materia Viva Experience

Per l’E-waste Day inaugurata a Roma la mostra Materia Viva Experience

Per l’International E-waste Day la mostra immersiva promossa da Erion WEEE

In occasione dell’International E-waste Day, il 14 ottobre, si inaugura a Roma la mostra immersiva “Materia Viva Experience” organizzata da Erion WEEE (il più grande Consorzio nazionale per la gestione dei RAEE). L’esposizione presenta un innovativo percorso informatico e interattivo che punta a sensibilizzare sull’economia circolare e sul riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Più in generale, i visitatori saranno invogliati a riflettere su come le azioni individuali e gli stili di consumo impattano sulla salute del pianeta. L’esposizione, visitabile gratuitamente dal 16 al 20 ottobre nelle sale della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma, è uno spin-off del documentario Materia Viva. Ingresso gratuito (per le scuole è necessario registrarsi a questo link).

“Siamo entusiasti di poter presentare “Materia Viva Experience”, un’esperienza innovativa creata per coinvolgere sia emotivamente sia razionalmente le persone: l’obiettivo è aiutare ciascuno di noi a comprendere l’impatto – positivo e negativo – che ogni nostra scelta può avere sul Pianeta e quindi spingerci a adottare comportamenti virtuosi” afferma Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion Weee. “Sensibilizzare i cittadini e soprattutto i giovani su questi temi è fondamentale per costruire un futuro sostenibile – aggiunge – la cultura ha il potere di trasformare la realtà: ci auguriamo che questa mostra possa dare un contributo alla transizione all’economia circolare”.

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Nel mondo prodotti 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici

L’International E-waste Day nasce con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione al corretto smaltimento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Secondo i più recenti dati del Global E-waste monitor, nel 2022 a livello globale si sono prodotti 62 milioni di tonnellate di RAEE. Nel 2010 erano 34 milioni di tonnellate. Parliamo di 7,8 chilogrammi di rifiuti a testa ogni anno. Purtroppo, soltanto il 22,3% di questi rifiuti viene correttamente raccolto e riciclato. La maggior parte dei rifiuti elettronici finisce in discariche o in circuiti di riciclo informali con impatti devastanti su ambiente e salute umana. Sprechiamo così una miniera preziosissima di materiali e potenziali materie prime seconde. Tra cui molte materie prime critiche necessarie alla transizione ecologica e digitale, come rame, litio, silicio e terre rare.

Il nostro Paese non fa registrare performance eccellenti nella raccolta dei RAEE, ovvero il primo step necessario per sviluppare il riciclo. Di recente, la Commissione Europea ha bacchettato l’Italia, proprio perché in ritardo sui target di raccolta. Nel 2023, abbiamo trattato 350 mila tonnellate di rifiuti elettrici e elettronici. Stando agli obiettivi fissati in sede comunitaria, ne avremmo dovuti raccogliere 780 mila tonnellate. Un ritardo dovuto a diverse concause. A partire da una scarsa informazione. In pochi, ad esempio, sono a conoscenza della legge “1 contro 0” che consente ai consumatori di lasciare presso i punti vendita dei piccoli apparecchi (fino a 25 cm di lunghezza) senza l’obbligo di acquistarne uno nuovo. E così molti vecchi smartphone finiscono abbandonati nei cassetti. Allo stesso tempo, incidono negativamente i “flussi paralleli” di smaltimento: in questo caso, gli apparecchi dismessi finiscono a soggetti intenzionati solo a estrarre i metalli più facilmente monetizzabili, smaltendo il resto senza preoccuparsi degli impatti ambientali.

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