Risultati lontani dal target, la Commissione chiede spiegazioni al governo
Il 25 luglio, la Commissione Europea ha inviato una nota al Governo italiano in cui si chiede conto dei ritardi sulla raccolta dei RAEE. Nel 2023, il nostro Paese ha trattato complessivamente 350 mila tonnellate di rifiuti elettrici e elettronici. Meno della metà del target fissato in sede comunitaria, ovvero 780 mila tonnellate, il 65% della media del peso delle apparecchiature nuove immesse sul mercato nell’ultimo triennio. Secondo le stime di Erion WEEE, realtà del sistema consortile Erion che raccoglie oltre i due terzi dei RAEE correttamente dismessi in Italia, sfuggono ai radar circa 150 mila tonnellate di grandi elettrodomestici. Vediamo i dati nel dettaglio.
Mancano all’appello 150 mila tonnellate di RAEE
Nella categoria di rifiuti R2 sono incluse, ad esempio, lavastoviglie, lavatrici e forni. Nel 90% dei casi l’acquisto di un elettrodomestico di questo tipo corrisponde alla dismissione del vecchio. Se consideriamo che nel 2023 sono state 230 mila le tonnellate di nuove apparecchiature vendute, avremmo dovuto aspettarci una raccolta di all’incirca 227 mila tonnellate. In realtà, i consorzi hanno ricevuto da negozianti e Comuni solo 121 mila tonnellate di rifiuti del raggruppamento R2. Un calcolo analogo sugli R1, ovvero frigoriferi e congelatori, porta a evidenziare un ammanco di altre 50 mila tonnellate.
Perché si raccolgono pochi RAEE?
Perché si verifica questo “buco” nella raccolta dei RAEE? Secondo Erion WEE, una delle motivazioni principali sta nel fatto che gli Enti locali e i rivenditori di elettronica ed elettrodomestici non sono obbligati dalla legge a consegnare gli apparecchi dismessi ai Consorzi deputati alla loro gestione, ma possono consegnarli a una qualsiasi azienda autorizzata al loro trattamento. A quel punto con una certa frequenza se ne perde traccia. Probabilmente perché finiscono in mano a soggetti che pensano solo a estrarre i materiali più facilmente monetizzabili, smaltendo il resto senza preoccuparsi degli impatti ambientali.
L’importanza di una corretta informazione
L’altra falla che determina risultati così deludenti nella raccolta dei RAEE è legata a una carenza di buona informazione. Che si traduce in una scarsa consapevolezza dei cittadini sull’importanza di un corretto smaltimento di questa tipologia di rifiuti, strategici anche in ottica di riciclo di materie prime critiche. Vecchi cellulari e altri device rimangono nei cassetti anche perché in pochi sanno della possibilità di un ritiro “uno contro zero”: si possono consegnare ai rivenditori apparecchi di dimensioni inferiori a 25 centimetri senza l’obbligo di acquistarne di nuovi.
Agire su controlli, comunicazioni, normativa
Per migliorare la raccolta dei RAEE, e il conseguente avvio a riciclo, secondo Erion WEEE bisogna agire su tre fronti: potenziare i controlli sul campo per monitorare i “flussi paralleli” di dismissione dei vecchi prodotti; fare campagne di informazione pubblica; eliminare ostacoli burocratici per rendere più semplice la raccolta per cittadini e negozianti. Su quest’ultimo punto però non sembra ci sia la volontà di fare passi avanti.
La bocciatura degli emendamenti al decreto sulle materie prime critiche
Nello stesso giorno in cui arrivava la comunicazione della Commissione UE, la commissione Attività produttive della Camera ha bocciato due emendamenti al Decreto Legge sulle materie prime critiche di interesse strategico che, secondo Erion WEEE, avrebbero dato “un significativo impulso alla raccolta dei RAEE, semplificando le regole per i ritiri ‘uno contro uno’ e ‘uno contro zero’ da parte dei negozianti e imponendo ai Consorzi che si occupano di RAEE di finanziare campagne di informazione dei cittadini”. Emendamenti che non avrebbero comportato ulteriori oneri per le casse dello Stato. Per Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE, si è trattato di una bocciatura “paradossale e inspiegabile” anche alla luce del fatto che le modifiche erano state condivise dal Mase.
I dati della raccolta dei RAEE nel primo semestre 2024
Nel 2024 la raccolta dei RAEE si attesta all’incirca sui valori del 2023. Stando agli ultimi dati del Centro di Coordinamento RAEE, tra gennaio e giugno sono state raccolte a 590 tonnellate in più rispetto allo stesso periodo del 2023 (+0,4%). Complessivamente, nel primo semestre 2024 sono state avviate a riciclo 167.754 tonnellate di rifiuti elettrici e elettronici.




