Carta e cartone: ne raccogliamo 64 kg a testa

Carta e cartone: ne raccogliamo 64 kg a testa

Comieco: raggiunto il target 2030 ma possiamo ancora migliorare, soprattutto al Sud

La raccolta differenziata di carta e cartone è ormai un’abitudine consolidata per gli italiani. Secondo l’ultimo Rapporto Comieco, ogni italiano contribuisce mediamente con 64 chilogrammi di carta e cartone all’anno. Al Sud il dato si ferma a 50 chili. Siamo ancora sotto la media nazionale ma c’è stato un miglioramento considerevole visto che cinque anni fa il Mezzogiorno non arrivava a 40 chili pro capite.

Per gli imballaggi a base di cellulosa il nostro Paese ha già raggiunto il target fissato dall’Unione europea per il 2030. Il tasso di riciclo ha superato il 92%. Ma si può fare ancora meglio. “Il potenziale di raccolta differenziata di rifiuti cartacei potrà essere aumentato di più di 700 mila tonnellate, di cui oltre 400 mila al Sud”, ha dichiarato il direttore generale del Comieco, Carlo Montalbetti. “Con benefici anche sotto il profilo ambientale grazie alla diminuzione dello smaltimento in discarica e a una migliore efficienza energetica degli impianti con conseguente diminuzione delle emissioni di CO2“.

LEGGI ANCHE  Beyond, c’è vita e arte oltre i rifiuti
Nel 2023 raccolti oltre 3,7 milioni di tonnellate di imballaggi in carta e cartone

Complessivamente nel 2023 la raccolta differenziata comunale di carta e cartone ha superato i 3,7 milioni di tonnellate, con un incremento di circa 107 mila tonnellate (+2,9% su 2022). Sicilia e Veneto sono le regioni che fanno registrare i miglioramenti più significativi (+9,9%). In termini di volumi, l’aumento più consistente si registra al Nord, dove sono state raccolte oltre 51 mila tonnellate in più rispetto al 2022. Merito soprattutto di Veneto, Emilia-Romagna e Liguria. Ma è al Sud che si apprezza l’incremento medio annuo più alto tra le tre macroaree (+4,5%).

Numeri positivi, insomma, ma che vanno valutati considerando la nuova e più ampia definizione di rifiuto urbano. Definizione che include nel calcolo delle raccolte differenziate anche una quota crescente di imballaggi post consumo provenienti dal circuito commerciale e gestiti dai produttori al di fuori del servizio pubblico. Volumi la cui effettiva consistenza va quindi attentamente calibrata.

LEGGI ANCHE  Prodotti riciclati: il decreto Mase per il credito d’imposta

Foto di Jon Moore su Unsplash