Spedizioni di rifiuti: le novità del regolamento UE

Spedizioni di rifiuti: le novità del regolamento UE

Tra gli obiettivi: contrasto alle spedizioni illegali e potenziamento della circolarità

Lo scorso 30 aprile è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il testo del nuovo Regolamento UE 2024/1157. Il regolamento intende riformare la precedente disciplina relativa alle spedizioni di rifiuti, adeguandola alle finalità del Green Deal e allo sviluppo dell’economia circolare. Le misure previste sono finalizzate a prevenire le spedizioni illegali di rifiuti (intra ed extra UE) tramite una migliore applicazione delle norme e un incremento della tracciabilità delle spedizioni all’interno dell’UE, facilitando il riciclaggio e il riutilizzo all’interno dell’UE.

L’obiettivo generale del Regolamento consiste nel “proteggere l’ambiente e la salute umana e contribuire alla neutralità climatica e al conseguimento di un’economia circolare con l’obiettivo inquinamento zero, prevenendo o riducendo gli impatti negativi che possono derivare dalle spedizioni dei rifiuti e dal trattamento dei rifiuti nel luogo di destinazione”.

Per tale ragione, l’art 4 impone un divieto generale di spedizione per quei rifiuti destinati allo smaltimento (salvo apposita autorizzazione concessa ai sensi dell’art 11). Permane la norma che dispone l’autorizzazione preventiva per la spedizione.

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Spedizioni di rifiuti verso Paesi non OCSE

Di particolare importanza sono le norme relative alle spedizioni di rifiuti verso Paesi non OCSE. Si dispone, infatti, il divieto generale di spedizione dei rifiuti destinati a smaltimento e dei rifiuti pericolosi destinati a recupero. Sono altresì vietate le esportazioni di rifiuti elencati in una specifica “lista verde”, ammenoché non siano soddisfatte determinate condizioni.

I Paesi non OCSE intenzionati a continuare a importare rifiuti dall’UE dovranno dare comunicazione di tale volontà alla Commissione Europea. E dar prova della loro capacità di trattare questi rifiuti in modo ecologicamente corretto. Sarà compito della Commissione redigere un elenco dei Paesi non OCSE verso cui, in base alle richieste ricevute ed alle prove fornite, sarà consentito spedire i rifiuti inseriti nella “lista verde”.

Per quanto riguarda gli obblighi a carico dei soggetti esportatori, sarà onere delle aziende esportatrici dall’UE dimostrare la corretta gestione dei rifiuti nell’impianto destinatario, da verificarsi tramite audit indipendenti.

Sarà, inoltre, potenziata la lotta alle spedizioni illegali di rifiuti tramite un rafforzamento delle attività di cooperazione e coordinamento tra le varie autorità ambientali, doganali, di polizia e altre autorità ispettive nazionali competenti, nonché per mezzo di una migliore applicazione della normativa. La Commissione sarà autorizzata, attraverso il suo ufficio antifrode – OLAF – a supportare le indagini transnazionali degli Stati membri dell’UE sul traffico di rifiuti.

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I prossimi step per l’entrata in vigore

Il Regolamento è entrato in vigore lo scorso 20 maggio, ma la sua completa applicazione prevede diversi step di adozione delle misure e dei provvedimenti previsti. A titolo esemplificativo:

  • a partire dal 21 febbraio 2025 i Paesi non OCSE dovranno inviare le proprie richieste per continuare a consentire l’invio di rifiuti nei loro territori da parte di Paesi UE;
  • a partire da maggio 2026 le procedure di autorizzazione e informazione passeranno da un approccio cartaceo a uno elettronico e l’UE garantirà una corretta transizione da un modello all’altro;
  • da novembre 2026 sarà vietata l’esportazione verso Paesi non OCSE di rifiuti in plastica;
  • da maggio 2027 sarà vietato esportare rifiuti verso i Paesi non OCSE non inclusi nell’apposito elenco.

Nel 2023, le esportazioni di rifiuti verso Paesi extra UE hanno raggiunto 35,1 milioni di tonnellate per un valore complessivo di 18,5 miliardi di euro. Le importazioni ammontano a 17 milioni di tonnellate per 15,7 miliardi di euro. Con oltre 12 milioni di tonnellate importate, la Turchia è il principale Paese di destinazione. Seguono India e Egitto (dove finiscono rispettivamente 5,3 e 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti UE). I maggiori volumi di rifiuti esportati riguardano acciaio e ferro (18,9 milioni di tonnellate), carta e cartone (7 milioni di tonnellate). Ma esportiamo anche tanti rifiuti in plastica, tessili, rame, alluminio e nickel. Per una panoramica su questi e altri dati e sul processo di adozione del regolamento, scarica la presentazione elaborata dal Dipartimento Ambiente della Commissione Europea.

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Testo a cura di Stefano Leoni e Valerio Di Mario
Foto di Hermes Rivera su Unsplash