Patagonia venderà mute realizzate a partire da mute riciclate

Sull’onda della circolarità

Patagonia venderà mute realizzate in parte con mute già usate, decostruite a livello molecolare e “rinate” come nuovo tessuto

Usare una vecchia muta per farne una nuova. È questa l’idea di Patagonia, noto marchio di abbigliamento outdoor che inizierà a vendere mute realizzate in parte con mute già usate, decostruite a livello molecolare e “rinate” come nuovo tessuto.

Come si legge in questo articolo di Bloomberg, l’iniziativa fa parte di una strategia per eliminare i rifiuti legati alle attività in acqua come surf, sub, nuoto. Un mercato di dimensioni considerevoli, se si pensa che ogni anno nel mondo vengono vendute circa sette milioni di mute. E in crescita: si prevede che a livello globale crescerà fino a 3,5 miliardi di dollari entro il 2033.

Obiettivo: ridurre la produzione di gomma di origine fossile

La maggior parte delle mute usate per questi sport e hobby sono realizzate in neoprene, una gomma sintetica a base di petrolio, dal notevole impatto ambientale. Di qui l’idea di Patagonia di raccogliere le mute a fine vita per recuperare ciò che è noto come nerofumo.

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Si tratta di un elemento-chiave del neoprene e della gomma naturale utilizzata dall’azienda: è un derivato del petrolio che conferisce alle mute la loro particolare resistenza e il loro tipico colore nero. È ancora in fase di studio la possibilità di recuperare all’infinito il nerofumo, ma il suo riutilizzo evita in ogni caso che le vecchie mute finiscano in discarica senza poter essere riciclate. Inoltre, il materiale rigenerato riduce le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione di nerofumo vergine, presente in pneumatici, plastica, inchiostri ed elettronica.

Foto di Drew Dau su Unsplash.