Regolamento imballaggi: intesa raggiunta

Regolamento imballaggi: intesa raggiunta

L’accordo tra Consiglio e Parlamento Ue apre la strada all’approvazione

“Questo regolamento punta a ridurre la produzione di rifiuti da imballaggi, rendendoli più sostenibili e al tempo stesso garantendo i più alti standard di gestione dei rifiuti”, ha esultato su X (l’ex Twitter) la presidenza belga dell’Unione europea annunciando l’accordo provvisorio tra Europarlamento e Consiglio Ue sul regolamento imballaggi (denominato Packaging and Packaging Waste Regulation). L’intesa segna un passo importante verso l’approvazione definitiva, attesa in aprile. La trattativa è stata serrata e l’accordo è un compromesso, suscettibile ancora di modifiche. Ma viene sostanzialmente confermato un impianto generale con alcuni punti cardine. Vengono confermati i target di riduzione dei rifiuti di imballaggio, il divieto di alcuni imballaggi monouso, l’introduzione di un sistema di deposito cauzionale e l’introduzione di un contenuto minimo di materiale riciclato. Con deroghe ed eccezioni, come vediamo nel dettaglio.

Regolamento imballaggi: obiettivi di riduzione dei rifiuti

Il target principale previsto dal regolamento imballaggi riguarda la riduzione dei rifiuti che da essi derivano. Obiettivo: -15% nel 2040 con target intermedi nel 2030 e nel 2035. Un passo importante che va nella stessa direzione è costituito dal divieto di alcuni imballaggi monouso in plastica. Dal 2030 saranno vietati:

  • le buste in plastica di peso inferiore ai 15 micron;
  • contenitori monouso per frutta e verdura fresca. Ad eccezione delle confezioni inferiori al peso di un chilo e mezzo, qualora l’imballaggio (anche in plastica) sia necessario a preservare la qualità dei prodotti;
  • gli imballaggi per le porzioni individuali (come i condimenti) e quelli per cibi e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti;
  • le mini confezioni per i prodotti dell’igiene (come quelle che si trovano negli hotel).
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Pfas e contenuto minimo di materiali riciclati

Sempre nell’ottica di ridurre gli imballaggi superflui, vengono introdotte prescrizioni per il trasporto e il commercio on line. Gli importatori saranno obbligati a ridurre al minimo peso e volume degli imballaggi e a contenere sotto il 50% la percentuale di spazio vuoto all’interno degli imballaggi multipli per le spedizioni.

Il regolamento imballaggi, inoltre, rafforza alcune prescrizioni che riguardano le sostanze perfluoroalchiliche (note come Pfas). Vengono introdotte soglie massime di concentrazione di Pfas per imballaggi a contatto con alimenti.
Vengono fissati dei livelli minimi di contenuto di materiale riciclato. Livelli differenti in base alla tipologia di imballaggio:

  • 30% per imballaggi sensibili al contatto in PET;
  • 10% per imballaggi in plastica sensibili al contatto diversi dal PET;
  • 30% per le bottiglie per bevande, monouso in plastica;
  • 35% per tutti gli altri imballaggi in plastica.

Esentati dal contenuto minimo di materiale riciclato gli imballaggi realizzati con materiali compostabili e quelli in cui il contenuto in plastica è inferiore al 5%.

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Target di riuso e sistemi di deposito

Il regolamento imballaggi prevede il raggiungimento di target di riuso e l’introduzione di sistemi di deposito cauzionale per, ad esempio, la raccolta di contenitori in plastica e lattine. Entro il 2030, almeno il 10% dei contenitori per bevande alcoliche e analcoliche deve essere riutilizzabile. L’obbligo decade se lo Stato membro dimostra di aver superato del 5% gli obiettivi di riciclo previsti dalla legislazione vigente per i singoli materiali.

Il sistema con il “vuoto a rendere” viene introdotto per i contenitori monouso in plastica e metallo per bevande fino a tre litri. Entro il 2030 il sistema di deposito cauzionale dovrà intercettare il 90% di questi imballaggi. Esiste però un’importante deroga che salva il sistema italiano basato su riciclo e responsabilità estesa del produttore. Non sarà obbligatorio introdurre il deposito cauzionale se si raggiunge almeno l’80% della raccolta differenziata nel 2028, valore che sale al 90% per il 2029. Il nostro Paese ha raggiunto nel 2021 una percentuale di recupero e riciclo di rifiuti da imballaggio dell’82,6% (il 71,9% avviato al riciclo).

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