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Greenwashing, approvata la direttiva UE

Si è (quasi) concluso l’iter per la normativa comunitaria contro la disinformazione in materia di sostenibilità 

È arrivato il via libera finale degli Stati membri dell’UE alle nuove norme contro il greenwashing. Lo scorso settembre, come avevamo spiegato in questo articolo, l’emiciclo di Bruxelles aveva raggiunto un accordo con il Consiglio sulle tipologie e sui campi di applicazione del divieto di pubblicità ingannevole. Ieri, 20 febbraio, l’ok finale che dovrebbe modificare sensibilmente le etichette dei prodotti e avere un impatto diretto sui cittadini.

Obiettivo della direttiva è infatti proteggere i consumatori dell’UE, che dovrebbero così avere accesso a informazioni attendibili, prima dell’acquisto, anche sull’obsolescenza dei prodotti e sulla riparabilità. Le nuove norme agiscono sulla direttiva sulle pratiche commerciali sleali e sulla direttiva sui diritti dei consumatori, adattando entrambe alla transizione verde e all’economia circolare. Riguardo all’economia circolare, nel marzo 2020 la Commissione ha presentato un piano d’azione ad hoc comprendente oltre 30 punti d’azione. Punti finalizzati ad assicurare lo sviluppo di prodotti sostenibili e la circolarità dei processi produttivi; a responsabilizzare i consumatori, ad adottare politiche mirate per i settori chiave, a ridurre i rifiuti.

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Ora, tornando al greenwashing, dopo la firma da parte della presidente del Parlamento europeo e del presidente del Consiglio, la direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione. 

QUI il testo finale della direttiva.