La transizione ecologica creerà 30 milioni di occupati entro il 2030

La stima di un recente report di Manpower Group

Trenta milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030 a livello globale. È questa, secondo il report Building Competitive Advantage with a People-First Green Business Transformation, pubblicato in questi giorni da Manpower Group, la stima della crescita dell’occupazione possibile grazie alla transizione ecologica. Il numero di annunci di lavoro che richiedono almeno una competenza verde è cresciuto del 15% nel 2023 rispetto al 2022. Ma in Europa mancano le professionalità e le competenze necessarie per soddisfare questa domanda di green jobs.

Ancora poche competenze green

Come spiegato anche da Il sole 24 ore in questo articolo, secondo lo studio, a livello globale solo 1 lavoratore su 8 avrebbe più di una competenza green. Di qui la difficoltà da parte delle imprese che devono colmare un deficit di formazione. Ad ogni modo, proprio per far fronte a questi bisogni, la transizione ecologica richiederà la riqualificazione e l’aggiornamento del 60% dei professionisti per dotarli delle competenze necessarie a soddisfare la crescente domanda verde. 

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Nello specifico, il 94% dei datori di lavoro a livello globale riconosce di non avere in azienda i professionisti necessari per raggiungere i propri obiettivi ESG e tre su quattro affermano di avere difficoltà a trovare persone con le competenze ricercate. Oltre alla difficoltà nel reperimento di candidati qualificati (segnalata dal 44% degli intervistati), altri ostacoli sono la creazione di efficaci programmi di riqualificazione (39%) e l’identificazione di competenze trasferibili (36%).

Green jobs: lavori di qualità, meglio retribuiti

E i lavoratori? La maggioranza è ottimista sulla transizione verde e sull’impatto che avrà a livello professionale. Un terzo delle persone appartenenti alla generazione Z, nate tra il 1995 e il 2010, crede che i lavori verdi avranno una retribuzione più elevata. Più pessimisti i lavoratori più anziani: lo pensa solo il 14% dei Baby Boomers, nati tra il 1945 e il 1964. Ma il trend generale è positivo: il 71% dei componenti della generazione Z e il 60% dei Millennial, nati tra il 1980 e il 1996, ritiene che le iniziative verso un mondo più sostenibile miglioreranno il loro lavoro. E il 75% degli appartenenti alla generazione Z svolge ricerche specifiche sull’impegno delle aziende in ambito sostenibilità quando cerca lavoro. Il 46% di questo gruppo afferma che ciò influisce direttamente sulla probabilità di proporsi a un determinato datore di lavoro.

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Il rapporto sui lavori green, l’ultima indagine di Manpower, è stata presentata al World Economic Forum di Davos e ha coinvolto circa 40.000 datori di lavoro e oltre 5.000 persone in 41 Paesi.