Semiconduttori: la sfida della circolarità

Semiconduttori: la sfida della circolarità

Automotive ed elettronica: il progetto Circ-Uits per la rigenerazione dei semiconduttori. Tra i partner anche Erion

Ci siamo accorti di quanto fossero importanti durante tra il 2020 e il 2021. L’accresciuta domanda di device elettronici necessari alla vita quotidiana in lockdown e le restrizioni dovute alle precauzioni sanitarie determinarono la crisi dei semiconduttori. Parliamo di materiali che hanno particolarità qualità di conduttività che li rendono adatti alla produzione dei chip (il più famoso è il silicio). La loro è una filiera produttiva internazionale, quindi “sensibile” a tensioni geopolitiche: fabbricazione e assemblaggio sono appannaggio dell’Asia, con Taiwan a farla da padrone. E il mercato è dato ancora in crescita. Il 2024, infatti, si preannuncia come l’anno in cui l’intelligenza artificiale verrà sempre più integrata nell’elettronica di consumo. Quindi aumenterà la richiesta di chip sempre più performanti e di conseguenza di semiconduttori.

Chips Act: risposta europea alla dipendenza asiatica

Anche in questo campo, l’Europa è importatrice netta di tecnologia. Ed è per questo che si è mossa con il cosiddetto Chips Act. Approvato nel 2023, è un pacchetto di misure che mira a mettere in sicurezza la fornitura di semiconduttori in caso di crisi e a potenziare la filiera produttiva europea. L’Ue ha messo 3,3 miliardi sul piatto ma le misure dovrebbero stimolare anche investimenti privati per un totale di 43 miliardi. Contemporaneamente, con Horizon Europe, il programma quadro di sostegno alla ricerca per il settennato 2021-2027, sostiene progetti di ricerca innovativi. Come il Circ-Uits. Il progetto si sviluppa sul triennio 2023-2025 e mobilita una compagine di 20 partner, tra università e industria. Tra loro molti player importanti dell’automotive e dell’elettronica: Continental, Stellantis (con il Centro Ricerche Fiat), Whirpol solo per citare i più noti. E poi Erion, tra i promotori del Circular Economy Network e consorzio leader nella raccolta e avvio al riciclo dei Raee. A coordinare il progetto c’è un team del Politecnico di Milano.

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Il progetto Circu-Uits

L’acronimo Circ-Uits sta per Circular Integration of independent Reverse supply Chains for the smart reUse of IndusTrially relevant Semiconductors. L’obiettivo è quello di migliorare la circolarità nei settori automobilistico e dell’elettronica di massa attraverso la rigenerazione e il riutilizzo dei semiconduttori in nuovi componenti ad alto valore aggiunto. Al contempo migliorando l’efficienza nell’uso delle risorse e quindi limitando l’impronta ambientale di questi manufatti. Per dimostrare l’efficace dei modelli circolari alla produzione di chip, il progetto Circ-Uits prevede la realizzazione di 4 iniziative pilota che riguardano:

  • lo sviluppo di un’unità di controllo elettronico “environmentally friendly”;
  • lo sviluppo di un nuova generazione di sensori per pneumatici;
  • lo sviluppo di circuiti incorporati (nelle auto sono i sistemi elettronici di monitoraggio e del motore)
  • il miglioramento della classificazione e stoccaggio dei circuiti stampati provenienti dai dispositivi elettrici ed elettronici dismessi.
Riuso e rigenerazione di circuiti stampati

Erion ha il ruolo di gestire proprio quest’ultimo progetto pilota. Il 23 e 24 gennaio si è svolta a Torino, presso il Centro Ricerche Fiat, la seconda assemblea generale del progetto Circ-Uits. E il team Erion ha potuto fare il punto sugli sviluppi finora raggiunti. Il focus è quello di aumentare il riutilizzo dei circuiti stampati (detti PCB, printed circuit board) o delle loro componenti anche con l’aiuto di un sistema basato sull’ intelligenza artificiale, e sviluppare una piattaforma che permetta agli impianti di trattamento di vendere queste componenti elettroniche di seconda vita come parti di ricambio.

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Foto di Bermix Studio su Unsplash