L'UE prosegue il suo percorso verso l'economia circolare

L’UE prosegue il suo percorso verso l’economia circolare

Le ultime attività della commissione ENVI e del Parlamento

L’inizio del nuovo anno ha visto la ripresa dei lavori da parte delle istituzioni europee, ivi inclusa la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo.

Riduzione della dispersione di microplastiche

Lo scorso 16 ottobre la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento mirata a prevenire la dispersione involontaria nell’ambiente di granuli di plastica i quali, si stima, siano la terza principale causa di inquinamento da microplastiche. La riforma si rivolge a operatori economici che gestiscono più di 5 tonnellate annue di granuli di plastica e a vettori che trasportano granuli di plastica, specificando obblighi e responsabilità a loro carico. I soggetti citati dovranno mettere in atto misure preventive per garantire che non avvengano dispersioni involontarie. Dovranno inoltre dare comunicazione alle medesime autorità, che istituiranno un apposito registro degli impianti gestiti e delle modalità di trasporto.

In particolare, le azioni da compiere saranno, dirette a:

  1. prevenire gli sversamenti;
  2. contenere gli sversamenti al fine di evitare che si trasformino in perdite;
  3. pulire dopo uno sversamento o una perdita.

Gli operatori economici – tranne quelli registrati ai sensi del Regolamento (CE) n. 1221/2009 – dovranno redigere e poi aggiornare ciclicamente, un piano di valutazione dei rischi da trasmettere alle autorità degli Stati membri. Tale piano dovrà descrivere natura, dimensioni e portata delle operazioni di gestione dei granuli, definire i possibili rischi, le attrezzature da installare e le procedure da seguire.
I trasportatori, dal canto loro, avranno il dovere di adottare tutte le misure previste nell’Allegato III sia durante i viaggi sia durante le operazioni di carico e scarico, pulizia e manutenzione.

La normativa imporrà inoltre ai soggetti citati di avere personale adeguatamente formato e in grado di garantire la conformità alla disciplina, nonché di monitorare ed annotare in un apposito registro le azioni intraprese in attuazione degli obblighi previsti e l’indicazione della quantità di granuli di plastica gestiti annualmente e delle dispersioni stimate. Ai fini del rispetto dei suddetti obblighi, sarà sviluppata una metodologia per stimare le quantità di perdite in norme armonizzate.

Qualora dovessero verificarsi perdite accidentali che influiscano in modo significativo sulla salute umana o sull’ambiente, gli operatori economici e i trasportatori avranno l’obbligo di:

  • informare l’autorità competente nel territorio in cui è avvenuto l’incidente comunicando le quantità stimate delle perdite;
  • adottare misure per limitare le conseguenze per la salute o l’ambiente e prevenire ulteriori incidenti.

Sono previsti i requisiti meno stringenti per imprese e operatori che gestiscono un quantitativo di granuli di plastica inferiore alle 250 tonnellate all’anno.

Riduzione delle emissioni industriali

Il 28 novembre 2023, Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione della Direttiva Emissioni Industriali (IED) e sul Regolamento per l’istituzione di un Portale sulle Emissioni Industriali (IEP). L’11 gennaio, l’accordo è stato oggetto di voto della commissione ambiente del Parlamento europeo.

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La nuova direttiva vuole fissare livelli di emissione più rigorosi, promuovere l’efficienza – energetica, idrica e delle materie – nel settore industriale e nel settore agro-industriale, nonché l’uso di sostanze chimiche più sicure e non tossiche nei processi industriali. Le installazioni agro-industriali sono tenute a operare con un permesso rilasciato dalle autorità nazionali, utilizzando le migliori tecniche disponibili (BAT) come standard. La disciplina della direttiva IED si applicherà anche alle attività di estrazione mineraria e di produzione di batterie.

Si prevede, entro il 2026, un esame da parte della Commissione riguardante le emissioni provenienti dall’allevamento del bestiame e, entro il 2028, un riesame ed una valutazione della direttiva e della sua attuazione.

Regolamento ecodesign

La commissione ENVI ha votato sull’accordo raggiunto a dicembre tra Parlamento europeo e Consiglio, inerente la proposta di riforma della disciplina quadro sull’ecodesign per i prodotti sostenibili. Una riforma che ha lo scopo di aggiornare la disciplina vigente, limitata perlopiù ai prodotti correlati all’energia, e ampliarne l’applicabilità alla grande maggioranza dei prodotti presenti nel mercato UE. Restano esclusi solamente i prodotti alimentari, quelli medicinali e gli organismi viventi.

La nuova normativa segue tre direttrici principali:

  • nuove regole di ecodesign riguardanti tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti per favorire la longevità, la riparabilità, l’aggiornabilità e, infine, la riciclabilità, nonché contrastare le pratiche di obsolescenza programmata;
  • divieto di distruzione dei beni invenduti: sarà imposto agli operatori economici l’obbligo di segnalare, con cadenza annuale, la quantità di prodotti scartati e motivarne le ragioni. Inoltre, a partire da due anni dall’entrata in vigore della nuova normativa, sarà vietata la distruzione di specifici prodotti (abbigliamento invenduto, accessori di abbigliamento e calzature). Il medesimo divieto, a partire da sei anni dopo l’entrata in vigore della legge, si applicherà anche alle PMI;
  • dare la priorità, nell’applicazione della normativa, a determinate categorie di prodotti e gruppi di prodotti. Questi prodotti prioritari includono ferro, acciaio, alluminio, tessuti (in particolare abbigliamento e calzature), mobili, pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e prodotti chimici.

Un ultimo rilevante aspetto riguarda infine l’obbligo di informazione nei confronti dei consumatori. Tale fine sarà assolto grazie soprattutto all’introduzione del passaporto digitale dei prodotti, attraverso il quale i consumatori potranno avere costante accesso ad informazioni accurate e aggiornate. Sarà inoltre predisposto un portale web pubblico che permetterà ai consumatori di cercare e confrontare le informazioni incluse nei passaporti dei prodotti per compiere scelte d’acquisto più consapevoli.

Spedizione di rifiuti

La Commissione ambiente del Parlamento europeo si è pronunciata anche sul Regolamento sulle spedizioni di rifiuti, dopo l’accordo tra Consiglio e Parlamento europeo del 17 novembre 2023.

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Recependo le disposizioni della Convenzione di Basilea, la riforma andrà a disciplinare le spedizioni di rifiuti intra-UE ed extra-UE, nonché il transito di rifiuti, provenienti da e destinati a paesi terzi, attraverso il territorio dell’Unione europea. Stabilisce inoltre procedure di notifica e autorizzazione per le spedizioni di rifiuti.

Il regolamento si pone l’obiettivo di agevolare il raggiungimento del target “inquinamento zero” nonché supportare, più in generali gli obiettivi climatici e di circolarità.

L’accordo, in particolare, fissa specifici requisiti per le spedizioni di rifiuti:

  • spedizioni intra-UE: è fatto divieto di spedizione per tutti i rifiuti destinati allo smaltimento, fatta eccezione in caso di apposita autorizzazione preventiva che rispetti le rigide condizioni previste o per rifiuti destinati ad analisi di laboratorio o a esperimenti, purché con un quantitativo non superiore a 250 kg;
  • spedizioni extra-UE: resta in vigore il divieto di spedizione di rifiuti destinati allo smaltimento, nonché di rifiuti pericolosi destinati al recupero verso paesi extra-OCSE. È prevista una deroga nel caso in cui si dimostri che gli impianti destinatari trattino i rifiuti in modo ecologicamente corretto.

Infine, un discorso a parte meritano i rifiuti in plastica. Il testo concordato da Consiglio e Parlamento ha stabilito, per questa tipologia di rifiuti, una disciplina particolarmente rigorosa. È fatto divieto di spedizione in paesi extra-OCSE di rifiuti di plastica non pericolosi.

Questi ultimi potranno fare richiesta di deroga alla Commissione presentando apposita richiesta e dimostrando il rispetto dei requisiti, ma non prima che siano trascorsi cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento. È consentita, invece, la spedizione di rifiuti di plastica non pericolosi verso paesi OCSE.

Regolamento sul mercurio

Altra proposta oggetto di voto della Commissione ambiente del Parlamento europeo è stata quella inerente la revisione del Regolamento sul Mercurio, attraverso la quale l’UE, nel rispetto del Piano d’Azione UE sull’inquinamento zero e della Convenzione di Minamata, vuole ridurre progressivamente l’utilizzo del mercurio, in quanto sostanza altamente tossica e dannosa per la salute umana e per l’ambiente, limitando e poi vietando la produzione e l’esportazione di amalgama dentale (contenente mercurio) a partire dal 1° gennaio 2025.

Si vuole altresì vietare la produzione, l’importazione e l’esportazione di sei tipologie di lampade contenenti mercurio, a partire dal 31 dicembre 2025 e dal 31 dicembre 2027.

Riduzione delle emissioni di gas fluorurati

Il 16 gennaio il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha approvato i testi concordati con il Consiglio riguardo alla riduzione delle emissioni di gas fluorurati e di sostanze ozono lesive.

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L’accordo, approvato con 457 voti favorevoli, 92 contrari e 32 astensioni, vuole favorire il raggiungimento degli obiettivi climatici tramite:

  • la progressiva riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra più inquinanti, in particolare gli idrofluorocarburi, nel periodo 2024-2049;
  • l’eliminazione totale degli idrofluorocarburi entro il 2050.

È previsto il divieto di immissione nel mercato dell’UE di prodotti contenenti gas fluorurati, determinando le tempistiche entro cui realizzare il processo graduale di eliminazione e dei settori in cui tali sostanze sono sostituibili (es. frigoriferi, condizionatori d’aria, pompe di calore e protezione antincendio).

Riduzione delle emissioni di sostanze ozono lesive

Al contempo, il Parlamento europeo ha approvato anche l’accordo sulla riduzione delle emissioni di sostanze ozono lesive. La riforma introdurrà requisiti più rigorosi per le attività di “produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato, stoccaggio e successiva fornitura di sostanze che riducono lo strato di ozono, nonché sul loro uso, recupero, riciclo, rigenerazione e distruzione”, nonché per tutte le attività di informazione e comunicazione inerenti dette sostanze.

La nuova disciplina fissa i requisiti per il recupero e il riciclaggio delle sostanze ozono lesive:

  • per quanto riguarda frigoriferi, condizionatori, pompe di calore ed estintori, le sostanze ozono lesive ivi contenute vengono recuperate durante le operazioni di manutenzione e assistenza o prima che tali apparecchiature siano smantellate;
  • per i costruttori e demolitori del settore edile, sarà obbligatorio, dal 1º gennaio 2025, evitare la manipolazione e la rimozione di schiuma contenuta in pannelli o di pannelli laminati contenenti schiume con sostanze ozono lesive. In caso di recupero di tali sostanze, l’operazione dovrà essere effettuata esclusivamente da personale qualificato.
Lotta al greenwashing e divieto di informazioni fuorvianti sui prodotti

Infine, il 17 gennaio, il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha approvato l’accordo sulla proposta di direttiva che vuole contrastare i fenomeni di greenwashing seguendo tre direttrici d’azione:

  • favorire scelte d’acquisto più consapevoli da parte dei consumatori;
  • porre un divieto alle informazioni generiche e/o fuorvianti sui prodotti;
  • regolamentare e rendere più chiaro e trasparente l’uso delle etichette di sostenibilità, vietando quelle che non siano state stabilite dalle autorità pubbliche o fondate su certificazioni approvate dalle autorità pubbliche.

Altro importante aspetto che verrà affrontato è quello dell’obsolescenza. Si cercherà di favorire una maggiore consapevolezza dei consumatori riguardo al tema della durabilità dei prodotti seguendo due linee d’azione, ossia il divieto di informazioni infondate o ingannevoli, sia riguardo la durabilità dei prodotti, sia riguardo gli incentivi a sostituire beni ancora funzionanti (quali, ad esempio le cartucce di inchiostro delle stampanti), sia tramite la creazione di una nuova etichetta armonizzata con cui promuovere i prodotti dotati di un periodo di garanzia esteso.

Foto di Guillaume Périgois su Unsplash