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Il riciclo in Italia: i dati del rapporto 2023

Bene sugli imballaggi ma dobbiamo migliorare, e molto, sui RAEE

Un tasso di riciclo pari all’81%, per carta, vetro e acciaio. Gli imballaggi in legno raggiungono il 63%, quelli in alluminio il 74%, mentre il packaging in plastica è al 48,6%. Sono solo alcuni degli (ottimi) numeri dell’Italia che ricicla. Questi e molti altri dati sono stati presentati il 14 dicembre a Milano, in occasione della Conferenza Nazionale sull’Industria del riciclo, intitolata “Le nuove frontiere del riciclo in Italia”.

L’evento è stato promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Conai Pianeta 2030, il mensile del Corriere della Sera, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dell’Ispra e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Nel corso dell’appuntamento è stato appunto presentato il Rapporto “Il Riciclo in Italia 2023”.

Cosa ci dicono i dati 2023

L’Italia detiene il primato nel riciclo di rottami ferrosi in Europa (18,6 mln ton nel 2022) con i quali produce l’85% del suo acciaio. Insieme ai tedeschi siamo i più “ricicloni d’Europa” per gli imballaggi con 160 Kg/anno a testa. La situazione cambia quando si parla di RAEE. In questo settore abbiamo un tasso di riciclo del 34% contro l’obiettivo del 65% al 2019. Gli inerti da costruzione e demolizione hanno invece raggiunto un tasso di recupero dell’80% ben superiore all’ obiettivo del 70%. Sono state avviate a rigenerazione, inoltre, 178 kt di olii minerali usati, pari a circa il 98% del raccolto rispetto al 61% dell’UE. Il tasso di riciclo di pile e accumulatori portatili è del 33,5%, in lieve calo rispetto al 2021. 

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Ronchi: “Il riciclo è un settore consolidato e resiliente”

“L’anno che si sta per concludere – ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile che ha coordinato la stesura del Rapporto – non è stato un anno facile per l’industria del riciclo in Italia: i costi ancora alti dell’energia, le difficoltà di mercato di diverse materie prime seconde e l’incertezza generata da alcune misure contenute nella proposta iniziale del Regolamento imballaggi hanno contribuito ad alimentare preoccupazioni per molte imprese del settore.  Il quadro si va però schiarendo e migliorando anche perché il settore è ormai consolidato e resiliente. Le iniziative prese presso le istituzioni europee, con proposte e argomentazioni non solo di settore, ma di interesse generale, hanno inciso e si ritrovano in alcuni degli emendamenti approvati dal Parlamento europeo che ha fatto un buon lavoro.  Il nuovo Regolamento va sostenuto e applicato”.

Capuano, Conai: “La nostra industria del riciclo fa scuola in Europa”

Ignazio Capuano, presidente del Conai, una delle realtà promotrici del Circular Economy Network, ha ribadito l’importanza dell’economia circolare, “un ramo importantissimo della nostra economia. E la nostra industria del riciclo fa scuola in Europa: anche il testo proposto dall’ultima versione del Regolamento imballaggi ne riconosce l’importanza. Uno stimolo a fare sempre meglio, soprattutto in un Paese povero di materie prime come il nostro: siamo già campioni nel campo del riciclo degli imballaggi, ma dobbiamo potenziare i risultati nazionali avendo la tutela ambientale come vero, unico obiettivo. Credo sia il momento di unire le forze e impegnarsi in questa direzione”.

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Qui il link per rivedere la conferenza nazionale sul riciclo.
Tutti i materiali del rapporto sono disponibili sul sito www.ricicloinitalia.it