materie prime critiche: ok definitivo da Parlamento UE

Materie prime critiche: l’ok definitivo dal Parlamento UE

Il Critical raw materials act in dirittura d’arrivo. Entro il 2030 target di riciclo al 25%

Siamo all’ultimo miglio, e non dovrebbero esserci sorprese. Martedì 12 dicembre, il Parlamento Europeo ha dato il via libera definitivo al Critical raw materials act, la proposta di regolamento finalizzato a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche. Parliamo, è bene ricordarlo, di un elenco di elementi, minerali e metalli, indispensabili alla doppia transizione, ecologica e digitale. Per la fornitura dei quali oggi l’UE è largamente dipendente da Paesi terzi, in primis la Cina. Confermata, dunque, l’intesa raggiunta nel trilogo del 13 novembre: ora manca solo l’ultimo ok del Consiglio UE e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Il testo è passato a larga maggioranza: 549 favorevoli, 43 contrari e 24 astensioni.

Nel corso dell’iter di co-legislazione, la proposta iniziale della Commissione UE ha subito importanti modifiche, che per certi aspetti ne hanno aumentato l’ambizione. Ma vediamo i punti principali:

  • sono 34 le materie prime critiche;
  • il testo elenca un sottogruppo di 17 materie prime critiche definite strategiche in base a valutazioni che riguardano “l’importanza strategica, la crescita prevista della domanda e la difficoltà di aumentare la produzione”. Comprendono, tra le altre: cobalto, rame, litio, grafite naturale, nichel, elementi delle terre rare per magneti. La proposta iniziale ne comprendeva 16. Parlamento e Consiglio UE hanno convenuto di aggiungere anche l’alluminio.
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Materie prime critiche: ecco i target UE al 2030

Questi gli obiettivi da raggiungere entro il 2030:

  • il 10% delle materie prime critiche consumate annualmente nell’UE dovrà essere estratto in Europa;
  • almeno il 40% del consumo annuo dovrà riguardare materie prime critiche raffinate in Europa;
  • il 25% del consumo annuo di materie prime critiche dovrà essere soddisfatto dal riciclo interno. Qui, il Parlamento UE è intervenuto alzando il target iniziale proposto dalla Commissione (il 15%);
  • non oltre il 65% del fabbisogno di ogni singola materia prima strategica dovrà essere coperto da un solo Paese fornitore extra UE. Sono tuttavia previste delle eccezioni per i Paesi con i quali l’Ue siglerà dei partenariati strategici.

Partenariati, sottolineano da Strasburgo “di lungo termine su trasferimento di conoscenze e tecnologie, formazione e aggiornamento professionale, per nuovi posti di lavoro che offrano migliori condizioni di lavoro e di reddito, nonché per effettuare l’estrazione e la lavorazione nei Paesi partner secondo i migliori standard ecologici”.

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Il Critical raw materials act stabilisce inoltre delle norme per garantire tempi rapidi e certi per i progetti geo-minerari: al massimo 27 mesi per l’autorizzazione e l’apertura delle miniere; 15 per la realizzazione di progetti per la trasformazione e il riciclaggio.

Per il commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, è “una risposta europea alle minacce e alle pressioni di alcuni Paesi terzi nei nostri confronti per quanto riguarda l’accesso alle materie prime critiche e dimostra anche la nostra volontà di rafforzare la capacità di produzione industriale in Europa perché ci sia un’Europa padrona del proprio destino”.

Foto di msvr.