Regolamento imballaggi: via libera del Parlamento UE

Regolamento imballaggi: via libera del Parlamento UE

Strasburgo approva la sua proposta sul regolamento imballaggi. Sul riuso, deroghe ai Paesi con alti tassi di riciclo

Con 426 voti a favore, 125 contrari e 74 astensioni, il Parlamento Europeo ha votato il regolamento imballaggi. Il testo adottato contiene alcune modifiche rispetto a quello presentato dalla Commissione. Modifiche che vanno in parte nella direzione auspicata dal Circular Economy Network nell’ottica di non penalizzare quei Paesi, come l’Italia, che hanno investito risorse e tecnologie sul riciclo. Raggiungendo, peraltro, importanti traguardi. In particolare, è passata l’esenzione dagli obblighi di riuso per gli Stati membri che dimostrino di aver raggiungo alti tassi di raccolta differenziata per determinate tipologie di packaging.

Definita, quindi, la posizione negoziale del Parlamento, ora si aspetta quella del Consiglio UE che dovrebbe arrivare il 18 dicembre. A gennaio, poi, dovrebbe svolgersi il trilogo, il negoziato informale per trovare un accordo tra i rappresentanti delle tre istituzioni coinvolte nell’iter legislativo comunitario.

Regolamento imballaggi: cosa prevede

Vediamo i punti principali del testo approvato dal Parlamento Europeo. Innanzitutto, vengono confermati gli obiettivi di riduzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi: 5% entro il 2030, 10% per il 2035 e il 15% entro il 2040. A questi, gli europarlamentari hanno aggiunto degli obiettivi specifici di riduzione dei rifiuti da imballaggi in plastica: 10% entro il 2030; 15% entro il 2025 e 20% entro il 2040.

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Modificata la proposta iniziale sul tema delicato del deposito cauzionale. Saranno esentati dalla predisposizione di un sistema di deposito cauzionale e restituzione – per imballaggi come bottiglie e contenitori in plastica e metallo per bevande fino a tre litri – tutti gli Stati Membri che arrivino a un tasso di raccolta differenziata uguale o superiore all’85% del peso degli imballaggi immessi sul mercato negli anni 2026 e 2027. Per accedere alla deroga, gli Stati con un tasso di riciclo inferiore dovranno presentare un piano biennale per raggiungere la soglia.

Deposito cauzionale: la posizione del CEN

Questo era un punto delicato. Come scriveva nella sua analisi il Circular Economy Network: “Non c’è nessuna ragione per adoperarsi in Italia per istituire un sistema basato sul deposito cauzionale per i rifiuti d’imballaggio da avviare al riciclo: genererebbe nuovi e maggiori costi e/o costi aggiuntivi, nonché confusione e difficoltà per i cittadini, i comuni e le imprese che per 25 anni hanno organizzato, gestito, imparato a fare sempre meglio le raccolte differenziate dei rifiuti d’imballaggio raggiungendo la percentuale di recupero e riciclo dell’82,6% ( il 71,9% avviati al riciclo) nel 2021”.

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Imballaggi per cibi e bevande d’asporto

Un’altra modifica in linea con quanto suggerito dal CEN, riguarda gli imballaggi per i cibi e bevande da asporto. Il Cen aveva sollevato dubbi riguardanti sia le prescrizioni sanitarie sia l’impatto ambientale determinato dalle operazioni di lavaggio, sterilizzazione e asciugatura. Il settore Horeca e i contenitori per l’asporto rimangono esenti dagli obblighi di riuso.

Per quanto riguarda gli imballaggi monouso, vengono vietate le mini confezioni di prodotti per l’igiene negli hotel e le pellicole termoretraibili per le valigie negli aeroporti. Viene inoltre vietata la commercializzazione di sacchetti molto leggeri (di peso inferiore a 15 micron) a meno che non siano necessari per motivi di igiene o perché imballaggi primari per alimenti e quindi utili a prevenire lo spreco di cibo. Nell’ottica di prevenire rischi per la salute umana, vengono vietate sostanze come PFAS e bisfenolo A negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

Foto di Alfonso Navarro su Unsplash