Regolamento materie prime critiche: la proposta del Parlamento UE

L’assemblea chiede più innovazione e meno burocrazia. Si punta a ottenere un via libera in prima lettura entro Natale

Il 14 settembre Il Parlamento Ue ha approvato la propria posizione sul Critical Raw Materials Act, la proposta di regolamento sulle materie prime critiche presentato a marzo dalla Commissione Europea. Una nuova legislazione che dovrebbe rendere l’Ue più competitiva e autonoma per ciò che concerne la produzione e la lavorazione delle materie prime fondamentali per la transizione energetica. Parliamo di litio, cobalto, nickel e altri elementi come le terre rare, necessari a produrre batterie elettriche o turbine eoliche. Nella sua posizione negoziale, il Parlamento europeo sottolinea l’importanza di ridurre la burocrazia e di promuovere l’innovazione lungo l’intera catena di produzione. Particolare attenzione poi dovrà andare alla ricerca e allo sviluppo di materiali alternativi e di metodi di estrazione e produzione più sostenibili.

Materie prime critiche: ridurre la dipendenza e diversificare gli approvvigionamenti

I deputati europei sottolineano inoltre l’importanza di garantire partenariati strategici tra l’Ue e i Paesi terzi per le materie prime essenziali, al fine di diversificare l’approvvigionamento. Accordi che dovrebbero garantire il trasferimento di conoscenze e tecnologie, migliori condizioni di lavoro e di reddito, nonché l’estrazione e la lavorazione dei materiali nei Paesi partner secondo i migliori standard ecologici possibili.

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Attualmente le materie prime sono ottenute quasi del tutto fuori dalla Ue. Dalla Cina arriva in Ue circa il 98% delle terre rare; dal Sudafrica il 71% del platino. Il litio viene per circa l’89% dal Cile. Con la crescita delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica e la digitalizzazione delle economie si stima che nei prossimi anni la domanda di materie prime critiche in Europa aumenti in maniera esponenziale. Il che rende la garanzia del loro approvvigionamento cruciale.

Al riguardo sono fondamentali due azioni: ridurre la dipendenza e diversificare gli approvvigionamenti. “Per diversificare il Parlamento europeo si sta concentrando sulla costruzione di partenariati strategici con Paesi terzi per ottenere chiari vantaggi per l’economia, la società e l’ambiente locali rendendo l’Ue un partner attraente nella competizione geopolitica,” ha dichiarato la relatrice Nicola Beer del gruppo Renew.

Altrettanto importante però, sottolineano i deputati, è una maggiore attenzione alla ricerca sui materiali sostitutivi e sui processi produttivi che potrebbero sostituire in futuro le materie prime nelle tecnologie strategiche. Così come promuovere obiettivi di circolarità favorendo l’estrazione di materie prime strategiche dai prodotti di scarto.

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Critical Raw Materials Act: la palla ora passa al Consiglio UE

“Con questo voto il Parlamento europeo ha chiarito la sua posizione sulla sicurezza europea degli approvvigionamenti e ha dato un forte mandato per i negoziati con il Consiglio e la Commissione”, ha dichiarato la relatrice Nicola Beer del gruppo Renew. “Ora dobbiamo concentrare l’attenzione sulla riduzione della burocrazia, su processi di approvazione rapidi e semplici, su una spinta alla ricerca e all’innovazione lungo l’intera catena del valore, nonché su incentivi economici mirati per gli investitori privati in vista della produzione e del riciclaggio europei”.
Il Critical Raw Materials Act ora continua il suo iter. Il Parlamento avvierà ora i negoziati con la presidenza spagnola del Consiglio. L’obiettivo è quello di raggiungere un un accordo in prima lettura entro Natale. “Contiamo sul fatto che l’urgenza e l’importanza di un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime sia una preoccupazione tanto per gli Stati membri quanto per noi, rappresentanti del popolo”, ha concluso la Beer.

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Foto di Miguel Bruna su Unsplash
(a cura di Maria Pia Terrosi)