Bonus rammendo: la Francia rimborsa chi ripara i vestiti

L’incentivo introdotto dal governo francese ha l’obiettivo di ridurre lo spreco nel settore del tessile

Spingere a riparare i propri abiti per usarli ancora invece di buttarli via. Il bonus riparazioni
introdotto dal governo francese ha due obiettivi: favorire un consumo più responsabile e ridurre lo spreco di abbigliamento. Un paradosso – quest’ultimo – indotto dalla fast fashion che rende più vantaggioso ricomprare anziché riparare.

Ogni anno in Francia buttate 700 mila tonnellate di vestiti

Il bonus rammendo entrerà in vigore nei prossimi mesi. Prevede che chi riparerà abiti o scarpe potrà godere di un bonus di sconto che va dai 6 ai 25 euro. Per sostituire un tacco si avranno 7 euro di sconto, 8 per la suola, 8 anche per aggiustare una cerniera rotta.

L’obiettivo del bonus non è solo incentivare la transizione dall’economia lineare a quella circolare ma anche gestire l’emergenza legata allo smaltimento dei capi di abbigliamento. Ogni anno in Francia sono circa 700 mila le tonnellate di vestiti che vengono dismesse: per due terzi finiscono direttamente nelle discariche.

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154 milioni per finanziare il bonus rammendo

Per finanziare il bonus nei prossimi cinque anni il governo ha istituito un fondo da 154 milioni di euro. Gli artigiani, i calzolai e i sarti che vogliono aderire al programma potranno iscriversi a una piattaforma gestita da Refashion, un’azienda che punta a riformare l’economia tessile per renderla più sostenibile.

“Per affrontare la sfida dell’emergenza climatica”, ha spiegato a Repubblica Maud Hardy, direttrice generale di Refashion, “l’intero settore della moda ha messo e dovrà mettere in atto una serie di azioni su larga scala, Il bonus rammendo è una di queste. Rendere i consumatori più sensibili alla necessità di una moda responsabile, evitare gli sprechi, prendersi più cura dei vestiti e ripristinare il prestigio del gesto della riparazione sono i mattoni per la costruzione di una strada per un consumo più responsabile”, ha concluso.

Il bonus serve, quindi, “a sostenere sia chi sceglie di riparare che chi ripara, con la speranza di creare anche nuovi posti di lavoro”, ha detto Bérangère Couillard, segretaria di Stato per l’ecologia, annunciando l’apertura della piattaforma dove gli artigiani potranno iscriversi .

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Foto di Terri Bleeker su Unsplash