Pale eoliche: dal riciclo solo in Uk fino a 20.000 nuovi posti di lavoro

Pale eoliche: dal riciclo solo in Uk fino a 20.000 posti di lavoro

Investire sul riciclo delle componenti eviterebbe il consumo di 800 mila tonnellate di materiali. Le stime dell’inglese Coalition for Wind Industry Circularity

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, entro il 2027 l’elettricità prodotta da sole e vento dovrebbe più che raddoppiare. A eolico e solare fotovoltaico sarà dovuto l’80% dell’aumento della produzione da fonti rinnovabili. Insomma, nel nostro immediato futuro ci saranno sempre più pannelli fotovoltaici e pale eoliche. Uno scenario che comporta, oltre alla necessità di una catena di fornitura sicura e resiliente per le materie prime critiche, anche l’esigenza di applicare un approccio circolare alla gestione dei materiali. Puntando su ecoprogettazione, riparazioni e riciclo. Un approccio che determinerebbe benefici per l’ambiente e l’economia. Secondo la Coalition for Wind Industry Circularity, costruire una filiera in grado recuperare e riparare le parti danneggiate delle pale eoliche porterebbe alla creazione di 20.000 posti di lavoro nella sola Gran Bretagna da qui al 2035. Una filiera del riciclo applicata alle pale eoliche, inoltre, eviterebbe la produzione di 800 mila tonnellate di “rottami eolici”.

Un giro d’affari di oltre 11 miliardi di euro

La notizia è stata riportata da Rinnovabili.it. La neonata coalizione di aziende punta a superare l’impostazione “usa e getta” per la quale un componente danneggiato è di fatto un componente da sostituire. Secondo l’analisi realizzata per la Coalizione dalla società di consulenza Bvg Associates, entro il 2035 ci saranno 120 mila pale eoliche operative in un territorio che comprende gran parte del continente europeo. Per una capacità installata totale di 584 GW, spalmata tra Gran Bretagna, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. La creazione di una filiera in grado di rifornire soltanto dieci componenti tra le migliaia che costituiscono una pala eolica comporterebbe un beneficio per l’economia inglese di ben 10 miliardi di sterline – pari a 11, 5 miliardi di euro – nel solo decennio 2025-2035.

Entro il 2030, 52 mila tonnellate di pale eoliche da smaltire

La Coalition for Wind Industry Circularity è guidata da SSE Renewables con l’Università di Strathclyde, il National Manufacturing Institute of Scotland (NMIS) e Renewable Parts Ltd. L’evento di presentazione della Coalizione, che si è svolto il 30 marzo a Glasgow, ha visto la partecipazione dei maggiori produttori di pale eoliche. Tra questi Vestas, Siemens Gamesa, GE Renewables, Nordex ed Enercon. Nel recente passato, alcuni di loro, come Vestas, hanno annunciato di puntare all’obiettivo di costruire pale totalmente riciclabili. Secondo recenti proiezioni, entro il 2030 ci saranno 52 mila tonnellate di pale eoliche da smaltire ogni anno nel mondo. In Europa, solo quattro Paesi (Germania, Austria, Paesi Bassi e Finlandia) hanno vietato il conferimento in discarica delle pale eoliche a fine vita. WindEurope ha proposto di estendere questo divieto a tutta l’Europa.

Foto di Waldemar su Unsplash