Bastioli: “Rischiamo di perdere la leadership nella bioeconomia”

Bastioli: “Rischiamo di perdere la leadership nella bioeconomia”

L’ad di Novamont, Catia Bastioli, lancia l’allarme: la concorrenza di Cina e Usa mette a rischio la filiera italiana

Negli ultimi anni l’Europa, e in particolare l’Italia, hanno affermato la propria leadership nel campo della bioeconomia circolare. Un concetto la cui importanza strategica per la decarbonizzazione dell’economia è sempre rimarcata da Catia Bastioli nei suoi interventi pubblici. Ora è lo stesso ad di Novamont a lanciare l’allarme. E lo fa dalle colonne del Sole24Ore in un’intervista curata da Sara Deganello. Un allarme ribadito sul suo profilo twitter. “Mentre l’Europa si mostra incerta e contraddittoria, Cina e USA lottano per il primato nella bioeconomia e nei bioprodotti – scrive la Bastioli – settori di innovazione in cui Italia ed Europa sono pioniere con impianti e prodotti innovativi primi al mondo”.

Bioeconomia: la concorrenza di Usa e Cina

Da un lato, c’è una sorta di “concorrenza sleale” del colosso asiatico. Dall’altro, un programma di aiuti, e un sistema protezionistico, che punta a sostenere il comparto della chimica verde a stelle e strisce. “La Cina ha spinto la crescita del settore delle plastiche compostabili – spiega la Bastioli – ma senza che il modello sia nei fatti virtuoso: il Paese assorbe meno di quanto produce e sta esportando in Europa anche prodotti falsamente biodegradabili provenienti da fonti non rinnovabili”. Gli Stati Uniti, dal canto loro, “hanno attivato sussidi industriali a favore dell’industria biobased, una lista di prodotti biopreferred, nonché un dazio esteso anche ai bioprodotti biodegradabili provenienti dalla Cina pari al 31,5%, mentre il dazio europeo è del 6,5%”. “Il tutto accade mentre le bioraffinerie europee, nonostante le produzioni biobased possano garantire minime emissioni rispetto ai prodotti equivalenti fossili, pagano la CO2”, conclude la manager.

LEGGI ANCHE  Bioeconomia europea, serve sostegno Ue
I dati sulla bioeconomia circolare

La bioeconomia circolare è un modello produttivo che si basa sull’utilizzo di risorse biologiche e rinnovabili per la realizzazione di prodotti. E allo stesso tempo applica i principi dell’economia circolare, come il riciclo degli scarti, per minimizzare l’estrazione di risorse, non degradare i suoli e creare una integrazione tra filiere (ad esempio con quella agroalimentare). Secondo l’ultimo rapporto sulla “Bioeconomia in Europa”, curato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Cluster SPRING e Assobiotec-Federchimica, nel 2021 la bioeconomia ha generato in Francia, Germania, Spagna e Italia un output pari a circa 1.500 miliardi di euro, occupando oltre 7 milioni di persone. Più di 2 milioni sono gli occupati in Italia per un fatturato complessivo di 364,3 miliardi che ci colloca al terzo posto in Europa. La bioeconomia italiana pesa per oltre l’11% sul totale delle attività economiche, in termini di produzione, e per l’8,2% in termini occupazionali

A questo link, l’intervista del Soe24Ore a Catia Bastioli

LEGGI ANCHE  Bioeconomia europea, serve sostegno Ue