Delle olive non si butta via niente

Due nuovi progetti per il riuso dei residui organici degli alberi di olivo. 

Ne dà notizia il Circular bio-based Europe joint undertaking (CBE), una partnership alla quale collaborano Unione europea e il Consorzio delle industrie bio-based che finanzia imprese e iniziative sull’economia circolare, sotto l’egida del programma comunitario Horizon Europe. 

La prima delle due novità si chiama Up4Health project e utilizza la frazione residua dei noccioli di oliva per estrarre componenti da utilizzare nella produzione di nutraceutici e per la cosmesi. Il secondo progetto, OLEAF4VALUE, usa invece le foglie d’olivo per arrivare ad altri prodotti di consumo come prodotti per la salute, integratori alimentari e mangimi per animali.

Produzione di olio d’oliva ed economia circolare

L’olio di oliva e gli stessi alberi da cui viene ricavato sono ricchi di sostanze nutritive. Si stima che solo il 25% di un’oliva venga utilizzato per farne olio, mentre la polpa, i noccioli e l’acqua rimanenti finiscono nelle discariche o vengono trasformati in fertilizzante. E parliamo di un mercato di dimensioni considerevoli.

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La produzione mondiale annua di olio d’oliva ammonta infatti a circa 3 milioni di tonnellate, di cui 2 milioni in Europa. Il mercato mondiale dell’olio d’oliva vale quasi 13 miliardi di euro. 

Una pianta, mille possibili utilizzi

La polpa delle olive è ricca di ferro, proteine e antiossidanti. Per tanto può essere impiegata per barrette e integratori alimentari. L’acqua e i grassi ricavati dalle olive possono poi essere usati come idratanti per la pelle. Anche le foglie di olivo, solitamente lasciate a marcire o bruciate per produrre energia, hanno un notevole potenziale commerciale. Contengono infatti antiossidanti, antinfiammatori e antimicrobici che, come il residuo dell’olio d’oliva, potrebbero essere utilizzati in integratori alimentari, prodotti farmaceutici, prodotti di bellezza e mangimi per animali. Un esempio di queste sostanze benefiche è l’oleuropeina, che nelle foglie di ulivo varia dallo 0,2% al 10%, e che può essere utilizzata come integratore alimentare. Attualmente solo lo 0,2% circa delle foglie di olivo residue nel mondo trova usi commerciali.

Di qui gli investimenti per sfruttare al meglio l’olivo. Uno dei principali ostacoli alla trasformazione dei rifiuti organici di questi alberi in nuovi prodotti, però, sarebbe la mancanza di un mercato dedicato, e delle relative filiere.

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Foto di Flor Saurina su Unsplash