Liberté, egalité, circularité

Secondo la Ellen MacArthur Foundation è la Francia il Paese con la normativa vigente più avanzata in materia di economia circolare

La Francia “prima in classifica” per le leggi sull’economia circolare. Così definisce il modello del governo di Parigi il sito della Ellen MacArthur Foundation, la fondazione che dal 2010 promuove la transizione verso l’economia circolare. Nel 2020 – ne avevamo parlato anche qui sul sito del CEN – era già stata approvata una legge anti spreco per l’economia circolare, con una particolare attenzione alla plastica. Si chiama loi Agec – Agir contre le gaspillage et pour l’économie circulaire, ovvero per agire contro gli sprechi e per l’economia circolare.

La normativa mira a eliminare rifiuti e l’inquinamento dalla fase di progettazione e trasformare il sistema di produzione, distribuzione e consumo da un modello economico lineare a uno circolare. Inoltre, incoraggia le imprese di vari settori, comuni e cittadini a eliminare gli sprechi e ad adottare pratiche più circolari. In particolare, Parigi si pone degli step definiti per tendere alla massima circolarità possibile.

I prossimi passi

Eliminare gli imballaggi in plastica monouso entro il 2040; cancellare gli sprechi incoraggiando il riutilizzo e sostenendo le organizzazioni di beneficenza; affrontare l’obsolescenza programmata; promuovere un migliore sistema di gestione delle risorse dalla fase di progettazione al recupero dei materiali; fornire informazioni trasparenti ai consumatori. Queste sono in sintesi le strategie adottate in Francia, alcune definite dalla fondazione Ellen MacArthur “prime a livello mondiale”.

In particolare i cugini d’Oltralpe sono il primo Paese a vietare la distruzione dei prodotti non alimentari invenduti. La lotta agli sprechi inutili è non solo una questione ambientale ma, in un Paese in cui si stima vivano oltre 9 milioni di persone in condizioni di povertà, anche un tema etico e di giustizia sociale.

Ancora, per promuovere il riuso, la Francia ha introdotto un indice di riparabilità obbligatorio sui prodotti elettronici ed elettrici, come smartphone, laptop, lavatrici e televisori. “Questa misura – spiega la fondazione – mira ad aumentare la percentuale di prodotti che vengono riparati, facendo in modo che i produttori prendano in considerazione la riparabilità in fase di progettazione e i consumatori siano consapevoli delle opzioni di riparazione al momento dell’acquisto di un dispositivo”. Infine, la loi Agec “mira anche a stimolare la trasformazione della società, creando nuovi posti di lavoro e sostenendo l’economia solidale”.