Come ti riciclo l’albero di Natale

Un’azienda danese sta studiando come ricavare dagli aghi di pino un materiale simile alla pelle 

Sono stati quasi 3 milioni gli abeti veri acquistati questo Natale in Italia. Non sempre questi alberi sopravvivono alle feste o al clima troppo caldo di molte aree della penisola. Condannati in partenza poi i cosiddetti cimali che rappresentano il 10% degli alberi di Natale acquistati in Italia: sono le punte di abete destinate a seccarsi nel giro di poche settimane.

Se al momento la fine migliore per un abete morto è essere utilizzato per compost o legna da ardere, in Danimarca la Natural Material Studio sta studiando una diversa possibilità. 

L’obiettivo è impiegare gli abeti rimasti invenduti nei vivai per realizzare Pinel, un materiale innovativo e circolare. 

Gli aghi di pino sono una fonte naturale di fibra finora inutilizzata. Raccogliamo i rami scartati dai coltivatori di alberi di Natale danesi: non pochi visto che fino al 35% degli alberi coltivati ​​non arriva al mercato. Si tratta di circa 4 milioni di alberi ogni anno”, ha spiegato Bonnie Hvillum, fondatrice di Natural Material Studio.

Pinel è un materiale flessibile simile alla pelle animale, biodegradabile e riciclabile al 100% in quanto utilizza leganti e additivi naturali. Queste caratteristiche lo rendono utilizzabile per vari scopi e quindi con larghe potenzialità di impiego nel settore tessile e dei rivestimenti. 

Ma lo Studio danese sta lavorando su diversi nuovi materiali. Ad esempio tessuti che utilizzano carbone attivo (una polvere ottenuta dalla lavorazione del legno), oppure contenitori in argilla ottenuta da scarti di conchiglie. “Non tutti i materiali sono pensati per essere utilizzati a livello commerciale”, precisa Hvillum. “Alcuni sono prototipi, qualcuno resterà in fase di sviluppo, altri sono stati commissionati da un’azienda specifica”.