Batterie: semplificare la sostituzione vale 674 mila tonnellate di CO2

Quasi 40 milioni di dispositivi potrebbero continuare a funzionare se fosse più facile sostituire le batterie. I dati in un report di European Environmental Bureau

Se nel 2030 tutti i nuovi telefoni e tablet venduti nell’Ue avessero batterie facilmente rimovibili si eviterebbe di spendere 19,8 miliardi di euro legati alla sostituzione non necessaria di 39 milioni di dispositivi che potrebbero continuare a funzionare. Dal punto di vista ambientale poi poter cambiare le batterie usate anziché buttare gli apparecchi eviterebbe l’emissione di 674.834 tonnellate di CO2 e la produzione di una grande quantità di rifiuti elettronici. Sono alcuni dei dati contenuti in un rapporto diffuso dall’European Environmental Bureau, dalla campagna Right to Repair e dai ricercatori dell’Università di Lund.

La batteria è il tallone d’Achille di gran parte dei dispositivi elettronici che utilizziamo quotidianamente. I ricercatori hanno calcolato che – con una durata media di 3 anni –  la batteria è il primo componente a guastarsi nelle e-bike. Lo stesso accade per molti dispositivi elettronici. Nel caso degli smartphone – ad esempio – il 42% delle riparazioni è legato alla sostituzione della batteria; il 27% nel caso dei laptop. 

Purtroppo la presenza di saldature, prodotti adesivi e blocchi di software rendono difficile la rimozione della batteria, in particolare per i piccoli riparatori indipendenti.

“La maggior parte dei riparatori ha affermato che è aumentato il rischio di danneggiare un dispositivo durante la rimozione della batteria. La conseguenza è che in molti casi un guasto alla batteria porta direttamente a scartare il dispositivo, in realtà ancora funzionante”, ha aggiunto Chloé Mikolajczak di Right to Repair Europe.

I ricercatori richiamano la necessità di rendere le batterie più facili da rimuovere con un’attenta progettazione del prodotto che peraltro consentirebbe di aumentare i tassi di raccolta. Si stima che l’80% delle batterie vengano rimosse manualmente con difficoltà sempre crescenti, riduzione dei tassi di riciclaggio e perdita dei materiali. Un tema che va risolto in fase di progettazione adottando design studiati per facilitare la rimozione della batteria senza rischiare di danneggiare il prodotto. 

Se sono sempre di più le aziende attive nella sostituzione, riparazione e riciclo delle batterie di dispositivi elettronici come smartphone, tablet ed e-bike, ce ne sono altre che fanno resistenza. Un problema che l’Unione europea deve risolvere con un regolamento efficace e che affronti tutte le questioni.