I cinque cerchi delle Olimpiadi di Tokyo 2020 sono davvero circolari

Sono numerose le soluzioni di riciclo, riuso e riutilizzo messe in atto in questa edizione dei Giochi

Forse già dalla scelta di ri-utilizzare il logo e il brand disegnato per il 2020 anche se i Giochi si stanno svolgendo nel 2021 si poteva capire quanto le  Olimpiadi di Tokyo puntassero sulla  circolarità. 

Partiti all’insegna dello slogan “Be better, together – for the people and the planet”  i giochi olimpici di Tokyo sono stati organizzati per essere i più ecologici di sempre. Obiettivo degli organizzatori arrivare a riutilizzare o riciclare il 99% degli articoli o beni impiegati e di fare lo stesso con i rifiuti, sebbene a una percentuale inferiore (65%). 

Quasi tutto a Tokyo 2020 è stato realizzato con materiali riciclati. A cominciare dalle 5.000 medaglie  ottenute con i minerali preziosi – 30 chili di oro, 4.100 di argento e 2.700 di bronzo –  estratti da 79 mila tonnellate di e-waste tra cui cellulari, macchine fotografiche e tablet. Così come la torcia olimpica realizzata con alluminio ricavato dagli alloggi di soccorso costruiti dopo lo tsunami del 2011. 

Ottenuti dal cartone riciclato anche i 18.000 letti per atleti e staff. Estremamente facili da assemblare a fine Olimpiadi, verranno donati a organizzazioni caritatevoli e quindi riutilizzati, mentre dai materassi in polietilene si ricaveranno nuovi prodotti in plastica.

Lo sharing è un’altra parola chiave di questi Giochi. Una soluzione adottata per molti oggetti – tra cui 65.000  computer, tablet e  19.000 scrivanie – che non sono stati comprati ma affittati e quindi verranno restituiti al termine dei Giochi. 

Qualcosa di simile è stato fatto anche nella costruzione degli edifici, per la quale spesso sono stati usati materiali che poi verranno riutilizzati.  E’ il caso dei 49.000 elementi in legno impiegati nell’Olympic Village Plaza, donati i dalle amministrazioni locali e che a Olimpiadi finite verranno reimpiegati. 

Inoltre il comitato organizzatore ha cercato di ridurre il più possibile la costruzione di nuovi spazi e quindi il consumo di materiali, preferendo utilizzare edifici già esistenti. Solo 8 su 43 sono stati realizzati appositamente per questo evento.