second hand market

Ingombrano, ma hanno diritto a una seconda vita

L’azienda dei rifiuti genovese sta mettendo a punto un progetto che favorisce il riuso prima del riciclo

Nella scala delle priorità del modello circolare il riuso viene prima del riciclo. E’ partendo da questo principio che Amiu – l’azienda che gestisce i rifiuti a Genova – ha messo a punto un progetto per favorire il riuso degli ingombranti scartati dai cittadini. 

A partire dal prossimo febbraio 2022 – data entro la quale il progetto Efficacity dovrebbe essere pronto – una vecchia poltrona, un letto, così come una lavastoviglie o un forno, una bicicletta o una libreria dismessa avranno un’ultima possibilità di essere ancora utilizzati prima di venire buttati via ed entrare nel circuito del riciclo. 

In pratica i genovesi potranno utilizzare uno specifico software per fotografare il proprio ingombrante e immetterlo in un market place virtuale, dal quale l’oggetto potrà prendere la via del riuso. In caso contrario entrerà in gioco Amiu e i consueti canali di ritiro e riciclo dell’azienda. 

Il progetto – sviluppato con la collaborazione di Algowatt, Camelot, Gter, Circle, Colouree, Flairbit – ha avuto un budget di 2 milioni di euro per metà finanziati dalla Regione Liguria con fondi europei. Il software sarà capace, grazie ad un sistema di riconoscimento per immagine, di identificare il materiale di cui è composto l’ingombrante, la sua dimensione e il suo peso. Gli utenti potranno così verificare se l’oggetto in questione potrà corrispondere alle proprie esigenze.

“Immaginate di avere un rifiuto ingombrante e di potergli dare la possibilità di non essere semplicemente gettato via”, sintetizza Tiziana Merlino, responsabile del progetto e dell’area Impianti, Ricerca e Sviluppo Innovativo di Amiu. “Immaginate di poter far sì che risulti utile per qualcun altro, permettendogli di poter ‘vivere un’altra storia’. Il tutto limitando l’inquinamento dei mezzi da carico attraverso l’ottimizzazione della logistica e dei tempi di trasporto. E questo grazie all’applicazione di tecnologie informatiche che sappiano riconoscere i diversi oggetti”.