riciclo scarti caffè

Tazzine con gli scarti del caffè

Prende vita uno spinoff di economia circolare rivolto al settore industriale

Bere il caffè in una tazzina fatta con gli scarti di caffè. Per la precisione con Coffeefrom, un materiale innovativo biobased ottenuto da biopolimeri e fondi riciclati. Un modello virtuoso di circolarità e simbiosi industriale in grado di offrire una seconda vita al caffè esausto, in particolare al sottoprodotto dell’industria alimentare. Al momento la percentuale di scarto recuperato con questo processo arriva al 30% ma i ricercatori stanno lavorando per arrivare almeno al 50%. 

Un progetto tutto italiano frutto della cooperativa sociale Il Giardinone che ha coinvolto vari elementi della comunità scientifica tra cui il Politecnico di Milano e le aziende operanti nella filiera della bioplastica. “Il nostro obiettivo è concretizzare i principi della responsabilità estesa del produttore. Ciò che per un soggetto rappresenta uno scarto, per noi costituisce una nuova opportunità. Nel nostro team, piccole e grandi imprese si indirizzano al bene collettivo comune”, ha affermato Laura Gallo, founder di Coffeefrom e presidente de Il Giardinone.

Coffeefrom è il secondo spinoff di economia circolare messo a punto dalla cooperativa Il Giardinone che nel 2016 lanciò FungoBox, un kit che permette di coltivare funghi freschi a casa partendo da un substrato costituito da fondi di caffè esausto.

A differenza del primo progetto, Coffeefrom si rivolge al settore industriale coinvolgendo il concetto di responsabilità estesa del produttore e reinserendo il processo all’interno di una filiera produttiva più estesa.