Brutti anti spreco

Grazie al progetto CosìperNatura in un anno lo spreco di frutta e verdura sui campi è passato dal 21% al 4%

In Italia il 21% dello spreco di frutta e verdura avviene nei campi. In pratica più di un quinto dei prodotti ortofrutticoli coltivati non arriva neanche negli scaffali dei negozi. Scartati per ragioni puramente estetiche, piccole imperfezioni nella forma o nella dimensione che li rendono non rispondenti ai canoni estetici che guidano le scelte del consumatore.  

Lo spreco alimentare si colloca agli antipodi del modello economico circolare visto che insieme al cibo si butta via l’energia, le risorse materiali e il lavoro necessari per produrlo e si generano emissioni e rifiuti da smaltire. 

Per aumentare la sensibilità su questo tema, circa un anno fa NaturaSì e Legambiente hanno lanciato il progetto CosìperNatura che ha permesso agli agricoltori, tra cui molti biologici, di mettere fine a questo spreco e vendere questi prodotti “brutti ma buoni”   seppur a prezzi ridotti. Un vantaggio per l’ambiente, per gli agricoltori che si sono visti riconosciuto il loro lavoro e per i consumatori che hanno potuto acquistare a prezzi scontati prodotti di alta qualità. 

Una scelta vincente che in un solo anno ha ridotto lo spreco sui campi dal 21% al 4% che è considerata la percentuale fisiologica.  

“I cittadini hanno dimostrato di essere sensibili al tema, ma ancora molto resta da fare”, ha dichiarato Fausto Jori, amministratore delegato di NaturaSì. “La media giornaliera di vendita dei CosìPerNatura è cresciuta in un anno di circa il 30%, con una preferenza per la frutta rispetto alla verdura. Alcuni negozi hanno raggiunto punte del 12% di CosìPerNatura sul totale dell’ortofrutta venduta. Sono numeri ancora piccoli, ma le rivoluzioni dei comportamenti acquisiti hanno bisogno di tempo per maturare. Il nostro obiettivo è quello di recuperare 2.500-3.000 tonnellate di frutta e verdura ‘imperfetta’ in più all’anno”.