La seconda vita dei regali di Natale

Quest’anno un italiano su 3 riciclerà un regalo ricevuto. In testa libri, sciarpe e vini. Ma anche mascherine anti Covid

Il riciclo ha varie forme. Secondo alcune stime sono quasi 24 milioni gli italiani – più di 1 su 3-  che con molta probabilità ricicleranno i regali di Natale appena ricevuti. Una tendenza  sempre più diffusa – erano 23 milioni lo scorso anno, un milione in meno –  dettata sicuramente dalla crisi economica e dal calo dei redditi ma che comunque è indicativa di una sempre maggiore attenzione a non sprecare. 

Secondo alcune ricerche almeno una persona su cinque riceve un regalo indesiderato durante le feste. Oggetti destinati a impolverarsi negli armadi per poi finire in discarica, che invece possono essere apprezzati e utilizzati da qualcun altro. 

Che il regifting sia una tendenza in crescita costante negli ultimi anni anche in Italia lo conferma una ricerca del centro studi di Confcooperative. In questo Natale più di 1 italiano su 3 riciclerà regali, generando un risparmio complessivo pari a 2,8 miliardi di euro.

Quattro riciclatori su 10, soprattutto donne, ricicleranno direttamente i doni ricevuti, evidentemente poco graditi, oppure gli  oggetti inutilizzati, depositati negli armadi. Tre su 10 riporteranno gli oggetti ricevuti nei negozi di acquisto per trasformarli in buoni da spendere o scambiandoli con altri (55% donne 45% uomini). Infine, 3 su 10,  proveranno a rivendere i regali sulle piattaforme online. A riciclare on line sono soprattutto i più giovani, più uomini che donne. Più della metà dei millennial (53%),  secondo un’indagine neozelandese,  regala o rivende  i doni.

Tra i regali più riciclati troviamo soprattutto i generi alimentari come vini, spumanti, prosecchi, dolci, panettoni, pandori e torroni. A seguire i classici regali natalizi come sciarpe, guanti, libri, cappelli, cosmetici e profumi. New entry di quest’anno mascherine e gel disinfettanti.