L’albero di Natale in discarica? No grazie

Più di tre milioni e mezzo di abeti acquistati ogni anno in Italia. Ecco come dare loro una seconda vita

A feste finite ogni anno si ripresenta il problema di cosa fare dell’albero di Natale. Secondo stime di Coldiretti, in Italia a dicembre vengono venduti in media circa 3,6 milioni di abeti veri. Nella gran parte dei casi finiscono in discarica, ma le alternative ci sono. Eccole:

  • Per chi ha un giardino evidentemente il modo migliore per riciclare un albero di Natale è ripiantarlo o comunque spostarlo all’esterno.  Come consigliano i vivaisti, gli abeti che hanno le radici si possono rinvasare in primavera con l’accortezza di spostarli ogni anno in un vaso un po’ più grande. In questo modo possono vivere a lungo ed essere riutilizzati per molti anni.
  • Ma anche per chi non ha un giardino esistono delle alternative. Molti vivai in Italia si sono attrezzati per ritirare gli abeti a fine Natale provvedendo a ripiantarli. Per chi invece vuole  riutilizzare proprio il suo albero anche il Natale successivo ci sono aziende florovivaistiche che offrono un servizio di Tree sitting. Per esempio il Parco Museo di Poggio Valicaia alle porte di Scandicci in cambio di una donazione minima di 10 euro offre un servizio di custodia dell’abete. Il proprietario può seguire dal vivo o tramite un’app la crescita del suo abete nei mesi. Per passare a riprenderlo il Natale successivo. 
  • Un’altra possibilità – valida soprattutto per i cimali cioè le  punte di abeti privi di radici – o per gli alberi con apparato radicale ridotto e quindi destinati a seccarsi- è quella di utilizzarli per ricavarne compost, cioè concime.  Lo fa, ad esempio, la società di servizi ambientali toscana Alia che fino al 16 gennaio ritira gli abeti vecchi e li avvia alle biocelle di compostaggio negli impianti dove verranno trasformati in ammendante compostato. Qualcosa del genere l’ha proposto anche Ikea. Chi quest’anno ha acquistato presso i megastore svedesi un abete ha tempo fino al 20 gennaio per restituirlo. L’abete restituito sarà avviato al compostaggio, mentre al cliente sarà riconosciuto un buono pari al prezzo dell’albero spendibile entro la fine dell’anno.
  • Infine, ci sono soluzioni più creative. In diverse città del Ticino gli abeti vecchi vengono gettati nel lago di Lugano dove diventeranno un rifugio ideale per molti pesci. in particolare per il pesce persico, che ama deporre le uova sui rami sommersi e sulle vegetazioni acquatiche.