lana scarti

Cucinare in scatola

Un modo diverso di preparare le pietanze mettendo insieme economia circolare, tradizione e sostenibilità energetica

 

La sostenibilità energetica e l’economia circolare entrano in cucina proponendo un modo nuovo, ma al tempo stesso antico, di preparare le pietanze. Il progetto è della cooperativa Filo&Fibra di  San Casciano dei Bagni in provincia di Siena  che ha riscoperto un metodo per cucinare quasi in assenza di combustione: si sfrutta il principio di inerzia termica utilizzando una speciale scatola di legno.

A prima vista la cassetta di cottura è un cubo di legno e stoffa o feltro di circa 35x50x40 centimetri, provvisto di un coperchio a chiusura ermetica e di uno spazio dove collocare una pentola o un altro recipiente. Rivestita internamente con cuscini di cotone imbottiti di lana, la cassetta cuoce le pietanze sfruttando la coibentazione termica offerta dalla lana.

Con alcuni vantaggi. Non c’è bisogno della presenza di nessuno per controllare la cottura  (non c’è rischio che il cibo si bruci) e quando la pietanza è  collocata nella cassetta non si utilizza alcun tipo di energia esterna. È sufficiente infatti cuocere le pietanze sul fornello o forno solo per pochi minuti: poi vanno introdotte nella cassetta dove nel giro di alcune ore completano la loro cottura. Un sistema di cottura lenta che consente di conservare nei cibi tutte le proprietà nutritive e i sali minerali e di risparmiare combustibile.

Ma la cassetta è anche un esempio concreto di economia circolare che permette di valorizzare e inserire in un processo circolare la lana proveniente dalla tosatura delle pecore che altrimenti costituirebbe un problema. Va detto, infatti, che per le sue caratteristiche la lana italiana non può essere utilizzata nel settore tessile e dell’abbigliamento: è considerata un sottoprodotto, uno scarto da smaltire con i relativi costi a carico degli allevatori.