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La seconda vita della poseidonia

Partito a Cecina un progetto per il riutilizzo sostenibile delle alghe spiaggiate sul litorale

 

Ripulire il litorale dalla poseidonia spiaggiata e allo stesso tempo trasformarla in una risorsa riutilizzabile.  È questo l’obiettivo del progetto “Rispetta il tuo capitale” che a Marina di Cecina (in provincia di Livorno) vede insieme Marevivo e Pramerica Sgr impegnati a promuovere un utilizzo sostenibile della poseidonia alla spiaggia delle Gorette. Un’iniziativa dal forte valore scientifico che ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo svolto dalla poseidonia – pianta acquatica caratteristica del Mar Mediterraneo – nella salvaguardia della biodiversità.

Ma il progetto acquista anche significative valenze ambientali: consente sia il pieno riutilizzo di questa alga in un’ottica circolare che la raccolta di rifiuti abbandonati e la pulizia dell’arenile. La poseidonia spiaggiata, una volta raccolta, viene trasformata in compost; la sabbia depurata e i rifiuti recuperati avviati a corretto smaltimento.

Secondo il Comune di Cecina, sono stati già raccolti circa 1.000 metri cubi di rifiuti spiaggiati, in termini di peso pari a circa 585 tonnellate. Da questi rifiuti sono state estratte circa 150 tonnellate di poseidonia avviata a compostaggio in impianti autorizzati e oltre 318 tonnellate di sabbia che una volta depurata è stata ricollocata sul litorale. Recuperata anche l’acqua contenuta nei rifiuti che dopo il trattamento è stata reimpiegata nel processo di lavaggio dei rifiuti stessi.

Le attività di recupero della poseidonia oceanica e di ripristino della spiaggia portate avanti a Marina di Cecina hanno consentito l’acquisizione di molti dati utili alle università coinvolte che, a partire da questo progetto, elaboreranno modelli replicabili di riutilizzo delle risorse marine, con focus sulla poseidonia.

Il progetto “Rispetta il tuo capitale” sarà oggetto nei prossimi mesi di uno studio che verrà realizzato dal Centro GREEN (Geography, Resources, Environment, Energy and Networks) dell’università Luigi Bocconi di Milano e dal Distav (Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) dell’università di Genova.