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Effetto lockdown sull’industria del riciclo

Il Bureau of International Recycling fa il punto sulla situazione post pandemia. A partire dall’Europa

 

Ora che quasi tutti i Paesi Ue sono entrati nella cosiddetta fase 2 e quindi sono ripartite le attività economiche e produttive, il Bir (Bureau of International Recycling: rappresenta le imprese del riciclo a livello mondiale) ha diffuso una mappa della situazione dell’industria del riciclo nei vari Paesi. Ecco come sono andate le cose durante il lockdown.

In Italia le aziende attive nel riciclo,nonostante i bassi livelli di attività, sono rimaste aperte durante la pandemia confermando il loro ruolo cruciale nella gestione dei rifiuti. Forti riduzioni di attività soprattutto nel settore dei metalli dove, secondo le stime di Bir, il calo nel periodo di lockdown è arrivato fino al 70%.

Anche in Francia più del 70% dei centri di riciclo sono rimasti aperti  nella fase 1. Le perdite di fatturato ad aprile nel settore sono state stimate intorno al 50% e lo stesso è previsto per maggio. Ad aver sofferto di più sono stati i settori legati al riciclo dei metalli (-80%), della carta e della plastica (-30%), del vetro (-10%).

Nel Regno Unito il più significativo calo dei volumi si è registrato nel recupero della carta e dei metalli.  Ora che molte restrizioni stanno rientrando, i dati di raccolta tornano a salire.

In Spagna le aziende del riciclo sono rimaste aperte ma i livelli di attività sono stati determinati dai diversi flussi di materiale. Gli operatori che trattano metalli ferrosi e non ferrosi hanno lavorato generalmente al 30-50% della capacità. Il riciclo del tessile è rimasto fermo al 30% della capacità e la raccolta comunale di questa frazione è ancora sospesa. Forte riduzione anche nel campo del recupero degli pneumatici fuori uso (30%).

Nei Paesi Bassi il settore del riciclo è stato considerato attività essenziale e ha continuato a lavorare sebbene a ritmi ridotti. Ad oggi le imprese hanno ripreso con ritmi assimilabili a quelli del periodo pre-emergenza sanitaria.

In Polonia il riciclo dei metalli ha particolarmente sofferto durante la pandemia. Da un sondaggio tra i membri polacchi del Bir si registra una riduzione del 30-55% nella raccolta dei rottami e le aspettative sono di un calo intorno al 30% a maggio rispetto allo stesso mese del 2019. In particolare i volumi di raccolta del rame sono diminuiti del 30% a marzo e del 45% ad aprile, un calo del 25% è stato registrato per lo stagno, del 50% per il piombo e del 75% per l’alluminio.