Mezzo milione di posti di lavoro dalla circolar economy

Troppa burocrazia e difficoltà di accesso al credito, assieme alla carenza di competente specialistiche: ecco gli ostacoli da rimuovere per la transizione all’economia circolare

 

Mezzo milione di posti di lavoro in più: questa la stima di Federmanager – Aiee sull’impatto occupazionale che – da qui a dieci anni – potrebbe venire dalla transizione all’economia circolare nel nostro Paese.

Questo uno dei dati contenuti nel rapporto “Transizione verde e sviluppo. Può l’economia circolare contribuire al rilancio del sistema Italia?”. Una previsione considerata a portata di mano a patto di intervenire con progetti circolare sulle filiere produttive e di rimuovere gli ostacoli principali che rischiano di bloccare la transizione. In pratica l’eccesso di burocrazia e la difficoltà di accesso al credito, assieme a una regolamentazione poco omogenea e alla carenza di competente specialistiche.

Secondo Federmanager-Aiee, rimuovendo questi ostacoli e investendo in competenze manageriali adeguate la produttività potrebbe aumentare del 6,5% in termini di valore aggiunto e l’occupazione nel settore green salire all’11,4%.

La buona notizia è che i tempi sembrano essere maturi. Secondo rilevazioni dell’Eurobarometro (2017), il 60% delle Pmi italiane ha deciso di puntare sulla riduzione dei rifiuti attraverso processi di economia circolare.  Ma è evidente che, sia pur con questa crescente consapevolezza, le imprese non possono fare da sole: occorrono competenze specifiche. Tanto più considerando che – come è stato ricordato durante la presentazione del rapporto – più del 95% della nostra economia è costituito da micro e piccole imprese.

«In uno scenario di trasformazione del sistema occupazionale che sia indirizzato verso la piena affermazione dell’economia circolare, potrebbero”, ha precisato Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, “essere creati oltre 500.000 posti di lavoro entro il 2030. Per questo chiediamo al governo di sostenere chi come noi punta sullo sviluppo di competenze specifiche per la sostenibilità».

In quest’ottica sono circa 100 i professionisti che Federmanager certificherà entro la fine del 2020 come manager per la sostenibilità, figure che avranno il compito di favorire la riconversione dei processi di produzione industriale e di realizzare in concreto gli obiettivi di economia circolare.

Con vantaggi concreti per il sistema Paese e per le aziende. Secondo la Ellen Mc Arthur Foundation, presa a riferimento dallo studio, la transizione verso un’economia circolare in tutti i settori consentirà all’Ue un risparmio netto annuo fino a 640 miliardi di dollari sul costo di approvvigionamento dei materiali per il sistema manifatturiero dei beni durevoli (circa il 20% del costo attualmente sostenuto).