Sostenibilità: 3 italiani su 4 pronti a pagare per un prodotto migliore

L’indagine condotta da Nielsen in collaborazione con Novamont evidenzia l’interesse degli italiani per la tutela dell’ambiente. Ma anche le aziende devono fare la loro parte

 

Per quasi 9 italiani su 10 la difesa dell’ambiente è uno dei valori più importanti: per il 59% degli intervistati inquinamento e degrado ambientale sono temi “molto preoccupanti”, addirittura più delle difficoltà economiche (53%).

E’ uno dei dati emersi dall’indagine condotta da Nielsen in collaborazione con Novamont per capire cosa pensano gli italiani in merito alla salvaguardia del pianeta. Un impegno che si traduce concretamente nella disponibilità – dichiarata dal 75% degli intervistati – a pagare di più un prodotto se ambientalmente sostenibile, o se lo è la sua confezione (73%).

Per quanto riguarda la plastica, il 47% dei consumatori ritiene che siano le aziende produttrici a doversi impegnare per ridurre l’impiego della plastica negli imballaggi, il 22% crede che dovrebbe essere lo Stato a fare di più. Mentre il 18% dei consumatori riconosce anche le proprie responsabilità e ammette di avere un ruolo nell’utilizzo di questo materiale nei pack dei prodotti.

Gli italiani sono anche propositivi sul futuro: nei prossimi anni, il 64% si aspetta una riduzione dell’utilizzo della plastica non riciclabile negli imballaggi. Per raggiungere l’obiettivo, il 28% suggerisce di impiegare maggiormente bioplastiche compostabili / biodegradabili, il 17% propone una maggiore distribuzione di prodotti sfusi e un maggiore utilizzo di carta / cartone e vetro. Suggeriti anche il vuoto a rendere (16%), l’impiego di plastiche riciclabili (14%) e la riduzione del volume/peso delle confezioni (7%).

Il messaggio chiave per i player del settore – si legge nel report – è quindi che gli italiani sono ormai convinti che la situazione di degrado ambientale sia effettiva, ma anche che la plastica non è l’unico “mostro” percepito, e che le possibilità di attivarsi con metodi di imballaggio e distribuzione più sostenibili ci sono, anche se questo dovesse significare un certo aumento dei prezzi al consumo – che gli italiani dichiarano di essere disposti a sostenere.