Piante e biocarburanti dai mozziconi di sigaretta

Ogni anno complessivamente si producono un milione di tonnellate di mozziconi. A Capannori in provincia di Lucca parte un progetto per trasformarli da rifiuto in risorsa

Mozziconi per produrre biocarburanti o per coltivare piante. Potrebbe essere questa la seconda vita dei mozziconi di sigaretta, uno dei rifiuti più diffusi specialmente nelle città. Ogni anno si producono  più di 1 milione di tonnellate di mozziconi: rifiuti non biodegradabili e altamente inquinanti per via delle sostanze tossiche accumulate nel filtro.

La gestione dei residui di sigaretta ha trovato una soluzione in chiave di circolarità a Capannori, in provincia di Lucca. Qui – unico in Italia – è appena partito il progetto sperimentale “Focus” (Filter of Cigarettes reUse Safely). Alla base l’idea di ottenere dai mozziconi un substrato inerte, cioè una base biodegradabile per la coltivazione, da parte dei vivaisti, di piante ornamentali e di arbusti. Oppure ricavarne, attraverso l’uso di alghe, biocarburanti.

In pratica, una volta prelevati i mozziconi contenuti negli appositi  contenitori situati in vari punti del territorio, si prevede di riutilizzarli come substrato inerte per la crescita di piante ornamentali attraverso tecniche di coltura idroponica. Per riuscire a farlo, inizialmente i residui di sigaretta dovranno essere separati dalle componenti biodegradabili (carta e tabacco) e poi opportunamente trattati per risultare chimicamente e fisicamente adatti. Una volta ottenuto il substrato su questo saranno condotte prove di germinazione per individuare le piante che meglio si adattano.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei mozziconi ai fini della produzione di biocarburanti il progetto prevede di testare sui residui di sigarette  le specie di microalghe più adatte ed efficaci per abbattere i residui tossici producendo al contempo biomassa algale. Questa biomassa potrà poi essere utilizzata per la produzione di biocarburanti, chiudendo così un ciclo virtuoso.

“Questo progetto sperimentale vuole essere una risposta concreta e innovativa, sotto il segno dell’economia circolare, all’invasione di mozziconi che sono altamente inquinanti e rappresentano una parte consistente del rifiuto non riciclabile. L’idea di generare vita partendo da questo particolare tipo di scarto è senza dubbio stimolante e può essere una svolta. Per questo, assieme ad importanti partner scientifici ed accademici, abbiamo deciso di dare il via a ‘Focus’, dal quale siamo fiduciosi di ottenere risultati significativi”, commenta il sindaco di Capannori Luca Menesini.

Focus è promosso dal Centro Interdipartimentale “Enrico Avanzi” dell’Università di Pisa in collaborazione con il Comune di Capannori, l’Istituto sugli ecosistemi terrestri del Cnr, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentarie Agro-ambientali e Ascit.