Il mercato dove il cibo non si spreca

Quasi 74 tonnellate di alimenti recuperati nel 2019 nel mercato torinese di Porta Palazzo. Economia circolare, rigenerazione ambientale e sociale: ecco i punti di forza del progetto RePoPP

 

Dall’inizio dell’anno a Torino nel mercato di Porta Palazzo – il più grande della città – sono stati recuperati  73.919 chili di cibo ancora commestibile, cosa che ha consentito un risparmio di emissioni di CO2 di almeno 300 tonnellate. Questi alcuni numeri del progetto RePoPP – Progetto Organico Porta Palazzo – nato a Torino nel 2016 su iniziativa dell’assessorato all’Ambiente del Comune, di Amiat Gruppo Iren, di Novamont, dell’associazione Eco dalle Città, con la collaborazione scientifica dell’Università di Scienze Gastronomiche.

Obiettivo di RePoPP è avviare un efficiente sistema di raccolta dei rifiuti organici e dei prodotti ortofrutticoli ancora valorizzabili attraverso attività di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari  e far crescere l’attenzione alla raccolta differenziata.

Ogni giorno dal lunedì al sabato nel mercato torinese viene recuperato il cibo in eccedenza presso i banchi degli ambulanti del mercato (260 nel settore ortofrutta), per poi redistribuirlo alle persone bisognose in modo da soddisfare, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo-nutrizionale, il fabbisogno di una famiglia per due giorni. Dall’inizio del 2019 sono stati recuperati 73.919 chili di cibo che è stato consegnato in media a 216 persone a settimana.

Nei tre anni di vita del progetto si è passati dai 53.740 chili di cibo recuperato nel 2017, ai 66.672 nel 2018 fino ai 73.919 al 12 novembre 2019.  In pratica considerando che ogni chilo di food waste produce tra i 2 e i 6 chili di C02, il solo recupero di cibo ha consentito di risparmiare nel 2019 l’emissione in atmosfera di almeno 300 tonnellate di CO2.

Ottimi risultati anche in merito alla raccolta differenziata svolta all’interno del mercato che ha raggiunto quota 73% nel primo semestre 2019 (+20% rispetto al 2017), mentre l’indifferenziato è sceso dal 47% al 27% negli ultimi 3 anni e la raccolta dell’organico si attesta intorno al 20%.

La raccolta è stata accompagnata da un’attività di diffusione di buone pratiche e dalla distribuzione presso i banchi alimentari di sacchetti in bioplastica biodegradabile e compostabile Mater-Bi di Novamont.

RePoPP, oltre a essere un’iniziativa di economia circolare ha anche una forte valenza di rigenerazione sociale.  Uno degli obiettivi è l’integrazione dei richiedenti asilo grazie al rapporto quotidiano e diretto con gli operatori del mercato e alla creazione di una rete solidale con le persone destinatarie delle eccedenze alimentari. Nel 2019 sono stati coinvolti nel progetto 43 richiedenti asilo e 2 in attesa di permesso di soggiorno e sono stati attivati 6 tirocini e 2 contratti di lavoro.